Nibali: "Mi manca soltanto il Tour e tocco il cielo con un dito"

"Ho vinto Giro e Vuelta, quest'anno devo puntare tutto sulla maglia gialla. Però la Sanremo più dura mi ispira... E la Liegi che mi è sfuggita di un soffio"

Sarebbe dovuto tornare a casa questa mattina, ma ha chiesto di poter restare nella sua Messina un giorno in più per prendere parte alla quinta edizione della pedalata "Per fermare la Duchenne e Becker", organizzata dall'associazione "Amici di Edy Onlus". Vincenzo Nibali è la stella cometa di questa regione e di questa manifestazione, a onor del vero è anche la stella polare del ciclismo italiano, che di questi tempi si deve affidare allo splendore dello "squalo dello stretto" per sognare ad occhi aperti.

Il nuovo anno è arrivato, ed è già tempo di fare le valigie…
«In verità io con la valigia ci sono nato: giovanissimo, appena adolescente, ho lasciato la mia adorata Sicilia per la Toscana, alla quale devo molto, perché lì sono diventato corridore - ci racconta l'ultimo vincitore del Giro e numero cinque del ranking mondiale -. Anche in questo inverno sono stato molto in viaggio. Prima ad Astana, capitale del Kazakistan, perché lì c'è la sede del mio team. Poi feste e premiazioni. Infine, il raduno a Calpe prima delle vacanze di Natale. Ora, dal 29 dicembre, sono qui dai miei genitori, tra la mia gente, con i quali ho trascorso il Capodanno. Con me anche Rachele, che tra qualche settimana (metà febbraio, ndr), darà alla luce Emma, la nostra bimba».

Da Messina alla Toscana, ma ora vive a Viganello, alle porte di Lugano. Che effetto le fa?
«Io e Rachele ci stiamo benissimo. È un posto molto tranquillo, bello per viverci e allenarsi. Vivo in un piccolo e modernissimo condominio dove domina il silenzio, la quiete e il rispetto. La città è a due passi, ma noi viviamo in un posto che a me piace davvero tanto».

Mercoledì a Rezzato la presentazione della squadra e poi il 10 la partenza per l'Argentina…
«Esattamente, il tempo di un brindisi e si ricomincia».

Un anno che si preannuncia rosa per via di Emma, ma che dovrà avere soprattutto delle tinte di giallo…
«Parto per l'Argentina con grande emozione, perché non vedo l'ora di tornare per vivere l'evento della nascita della mia bimba. Il 2014, invece, sarà un anno tutto improntato sul Tour. Questo è quello che mi ha chiesto la squadra e questo è quello che credo sia giusto fare anche per me. Penso di avere l'età giusta per provarci con convinzione. In carriera ho vinto un Giro di Spagna, un Giro d'Italia e ho fatto terzo al Tour: mi manca poco per toccare il cielo con un dito».

C'è anche una nuova Sanremo, con l'inserimento di una nuova salita - la Pompeiana - che potrebbe rendere molto più dura la corsa e, di conseguenza, agevolarla…
«Dovrò andarla a provare. La cosa può solleticarmi, anche perché il Tour è maledettamente lontano e qualcosa mi piacerebbe raccogliere prima. Sanremo, Parigi-Nizza, una buona campagna del Nord con quella Liegi che mi è sfuggita di un niente…».

Di Giro non se ne parla…
«Io e Martino (Beppe Martinelli, il tecnico dell'Astana, ndr) un pensierino lo faremmo anche, ma Vinokourov, il grande capo, vuole che ci si concentri solo sul Tour».

A proposito di capi: ha visto, sull'ammiraglia azzurra è arrivato Davide Cassani…
«Ottima scelta. Con Bettini mi sono trovato benissimo, ma Paolo ha ricevuto offerte (entrare nello staff di Alonso per un nuovo team, ndr) alle quali era difficile dire di no. Davide conosce benissimo il ciclismo ed è un ottimo comunicatore. Sa parlare al cuore delle persone. Credo che sia la scelta giusta».