La mia xDrive experience sulle Dolomiti con Bmw Ecco cosa fa la differenza

di Gabriele Villa

San Candido (Bolzano) Salite e discese. Ponti e ponticelli. Prove di equilibrio. Per rimanere sempre e comunque sulla rotta giusta. Con la massima attenzione. Che non può trovare altri appigli che nella massima sicurezza. È la fotografia con cui si è schiuso, agli occhi del comune automobilista, quello che guarda all'auto senza pretese ma in realtà con molte pretese, il Parcour di San Candido, allestito nel cuore della stupenda Val Pusteria.

Uno dei land-marks che Bmw ha scelto quest'anno per spalmare la sua XDrive Experience praticamente su tutto l'Arco Alpino italiano, passando per Bormio e per Courmayeur. In buona sostanza, la possibilità, attorniati dal suggestivo, esclusivo conforto delle Tre Cime e delle Dolomiti, di testare la trazione integrale. Tutto rigorosamente in compagnia di piloti professionisti pronti a dare consigli, istruzioni e a suggerire, naturalmente, via di fuga.

Una trazione integrale che, sintetizzata nel Bmw xdrive modus operandi, significa qualcosa di molto evoluto. Un sistema che interagisce con il controllo di stabilità, quindi con quattro ruote motrici permanenti, con un ripetitore di coppia centrale in grado di spostare coppia dalle ruote posteriori a quelle anteriori, per affrontare al meglio le condizioni di asfalto e di neve in cui si può trovare la vettura.

Ma anche per interagire con la dinamica in curva tanto che, in quest'ottica, la nuova Serie 5 della Casa di Monaco, offre anche l'opportunità di potere contare su quattro ruote sterzanti. Dettagli che fanno la differenza, a proposito di pretese-non pretese, di chi si è affacciato al Parcour (circa quattromila persone, conteggio ancora non definitivo) per chiedere un test responsabile ma impegnativo come quello che anch'io ho piacevolmente affrontato. E se da San Candido si alzano gli occhi al cielo non solo per ammirare quell'incredibile spettacolo che ci cinge, eccoci scorgere anche una nuvola.

Il Cloud, una nuvola appunto, ma di evoluzione tecnologica, che, dopo le applicazioni in informatica sale anche a bordo e con cui potremo governare da remoto la nostra Bmw. E, sempre con l'uomo al centro, l'auto interconnessa, che diventa così un ausilio prezioso in più con il controllo anche dei flussi traffico, delle agende personali e quindi di un appuntamento da non dimenticare. Come quello di lasciare il segno sulla neve di San Candido.

Commenti

vecchiomontanaro2

Gio, 23/03/2017 - 14:14

Probabilmente non ha mai guidato nelle stesse condizioni una Jeep Gran Cherokee dei modelli ante Fiat.