Milan, 30 anni di successi con Berlusconi

Scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali: la storia e i trionfi del Milan vincente guidato da Silvio Berlusconi

Ottamila tifosi rossonerei al Camp Nou. Un intero stadio rossonero per riprotare il Milan sul tetto d'Europa. Era il 24 maggio 1989. I rossoneri con un secco 4-0 sullo Steaua Bucarest conquistavano la terza Coppa dei Campioni della loro storia. Quella finale di fatto segna lo spartiacque tra il Milan che viene prima della gestione Berlusconi e quello successivo. Dopo lo scudetto del 1987-88 conquistato di fatto a Napoli con i gol di Virdis e Van Baste, un anno dopo il Milan del Cav mette le mani sul trofeo continenatale. Dal Camp Nou comincia una cavalcata inarrestabile durata 30 anni. Si fa il bis subito dopo nella stagione 1989-90. Il Milan a Viennna conquista con un gol di Rajkard la quarta Coppa dei Campioni. A questi successi ovviamente vannop aggiunti i trionfi anche in Coppa Intercontinentale che di fatto segnano anche il ritorno del Milan sul tetto del mondo. Tutto merito di una società guidata da Silvio Berlusconi e dall'amministratore delegato Adriano Galliani e da un tecnico rivoluzionario: Arrigo Sacchi. Terminata la fase degli anni '80, cominciano gli anni '90 con un cambio della guardia in panchina: arriva Fabio Capello. Arrivano subito tre scudetti e la notte di Atene: 4-0 al Barcellona e quinta Coppa dei Campioni. Forse una delle notti più belle del calcio italiano: formazione a metà in difesa e Crujff che sentiva già la vittoria in tasca. Poi il trionfo rossonero. E non finisce qui perché Capello porta a casa anche il quarto scudetto della sua gestione: è il primo con Weah in campo. Seguono due stagioni deludenti, ma nel 1998/99 arriva un'altra svolta. Sulla panchina rossonera c'è Alberto Zaccheroni. Porta a Milano l'asse friulano dell'Udinese: Bierhoff-Helveg. Nessuno ci crede: Zac vince lo scudetto al primo colpo contro una Lazio gelata da una strepitosa rincorsa rossonera che fa 21 punti nelle ultime sette giornate. Poi comincia l'era Ancelotti. Carletto arriva al Milan a metà stagione, prende le misure e costruisce una squadra capace di vincere nella stagione 2002-2003. Finalissima di Champions (intanto la Coppa Campioni ha cambiato nome) a Manchester: ai rigori il Milan supera la Juventus. A Milano arriva la sesta Coppa. L'anno dopo è scudetto: cavalcata imponente e vittoria sulla Roma. Unico neo della stagione l'eliminazione in Champions ai quarti col Deportivo la Coruna dopo un 4-1 a Milano per i rossoneri nel match di andata. Al ritorno in Spagna è 4-0, Milan fuori. A questo punto c'è una pagina buia: la notte di Istanbul. Finale di Champions 2005. Il Milan conduce 3-0 a fine primo tempo contro il Liverpool. Poi la rimonta dei Reds e la sconfitta ai rigori. Serviranno due anni per reprendersi dallo choc ma il destino serve subito una vendetta nel 2007. Finale ad Atene: 2-0 al Liverpool e il Milan porta a casa la settima Coppa Campioni. Finisce qui sostanzialmente l'era Ancelotti. Tocca ad Allegri raccogliere la pesante eredità. E il Milan, come quello di Zac ma con un Ibra in più si prende lo scudetto del 2010-2011. L'anno successivo, stagone 2011-2012 il Milan sbatte sul gol di Muntari contro la Juve e sfuma il bis in campionato. Seguiranno poi le esperienze in panchina di seedorf, Inzaghi, Mihajlovic e Brocchi. Adesso tocca a Montella guidare i rossoneri nel futuro. Un futuro con i cinesi, ma con gli occhi sul passato trionfale firmato Berlusconi.