Milan, adesso si fa sul serio Tocca a Balo e al Faraone

I rossoneri si giocano già mezza stagione con il Psv Eindhoven. Allegri: "Ci sarà da penare". Ma Galliani: "Siamo ultra competitivi"

Stasera tocca al Milan. E non si tratta di una semplice esibizione per ingannare l'attesa del campionato. Meglio essere chiari fin dall'inizio: il preliminare o il play off (elegante definizione made in Uefa) di Champions league può già segnare il destino di una stagione e orientarne il futuro non solo psicologico.

Adriano Galliani, che è un esperto navigatore di questi mari, esercita il suo apprezzato mestiere di capociurma provando a cancellare le nuvole dall'orizzonte di Eindhoven. «Non carichiamolo troppo», invita i cronisti ma sa perfettamente che è fatica vana. E non solo perché si tratta del Milan con le 7 Champions che luccicano sul petto e le tante finali della sua luminosa carriera continentale. Basta rileggere il pronostico tenerissimo di Thiago Silva (che manda a dire: «Il Milan mi piace di brutto, ogni tanto mi manca, spero di incontrarlo nei gironi») per cogliere l'appeal intatto del marchio.

Nell'occasione, oltre al blasone del club berlusconiano e al punteggio europeo del calcio italiano da onorare, c'è in gioco anche un passaggio molto delicato da guadagnare nelle pieghe della doppia sfida: il credito personale di Allegri, appena rimesso in sella, il futuro dei suoi boys bisognosi di una generosa dose di auto-stima oltre che la salute del bilancio in piena epoca di autosufficienza finanziaria. Nella storia recente rossonera, i preliminari di Champions, curva assai rischiosa come dimostrano le esperienze di Samp e Udinese, furono per i milanisti il trampolino di lancio verso cavalcate trionfali (Liberec e Stella Rossa nelle stagioni 2003 e 2007) e divennero la spinta emotiva per concludere acquisti eccellenti (Nesta). Questa volta ci sono un paio di trattative in lista d'attesa: oltre a Honda («non ci è stato offerto Sakho», il chiarimento di Galliani) anche il genoano Kucka utile per rinfoltire il centrocampo rossonero carente (Cristante viene considerato ancora troppo acerbo). «Quel che potevamo fare, l'abbiamo fatto, il gruppo è ultra-competitivo» la sicurezza di Galliani che in questo caso deve svolgere il ruolo di motivatore.

Il Psv è rivale di calibro medio-alto. «Ne ho parlato con Gullit a Miami», l'informazione passata dal vice Berlusconi che deve aver attinto notizie e dritte dai tanti milanisti sparsi in giro per l'Olanda, Van Basten compreso, per tacere di Van Bommel, passato all'incarico di tecnico del settore giovanile. Han perso qualche esponente di spicco durante il mercato, Strootman ceduto alla Roma, ma han puntato deciso sui giovani esaltati dal talento di Bakkali, classe '94, e assistiti dall'esperienza del sudcoreano Park: il tecnico Cocu, ex assistente di Van Basten in nazionale orange, non può fare altro che ricorrere a gioventù e corsa (hanno già tre turni di campionato alle spalle) per mettere al muro il Milan e procurargli qualche vertigine. Perciò c'è bisogno di un Milan dai nervi saldi e dai muscoli pronti per uscire vivo dall'arena di Eindhoven (pensate: la tribuna centrale fu costruita nella notte dei tempi grazie alla cessione di Gullit in rossonero, 10 miliardi di belle lirette) e chiudere poi la qualificazione quattro giorni dopo il debutto in campionato a Verona, fatale per tradizione ai colori rossoneri.

Stasera tocca al giovanissimo Milan, e tanto per cambiare tocca a Balotelli che può così brindare al suo esordio in Champions con la nuova maglia. Anche Mario, come alcuni esponenti del gruppo, tipo Mexes e Muntari, non è in brillante condizione: qualche acciacco (o il ridotto lavoro a causa del ramadan per l'africano) ne hanno rallentato la preparazione sino al punto di metterne in forse la partecipazione alla sfida di questa sera. In assenza di Robinho e De Sciglio, due risorse preziose per il gruppo rimaste a casa, Allegri deve ricorrere al più collaudato copione (il 4-3-3 con Boateng avanzato sulla linea d'attacco, mentre l'omonimo Kingsley è stato prestato al Catania) della passata stagione e alla tenuta di una difesa sottoposta all'onda d'urto olandese. Non esclusa a sorpresa la presenza di Emanuelson sulla linea dei quattro. «Ci sarà da penare» è il pronostico realistico di Allegri, consapevole di essere in ritardo rispetto agli olandesi. «Negli Usa il Milan mi è piaciuto», il giudizio di Galliani. Forse c'è bisogno di un passo diverso, e magari anche del risveglio del figliol prodigo El Shaarawy.

Commenti
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depil

Mar, 20/08/2013 - 09:46

caro Franco sei stato grande e con due paroline hai descritto la situazione del Milan. Squadra alla ricerca della "Auto-stima". Il mister Allegri ha talmente depresso ogni singolo calciatore del Milan e con l'aiuto di penne sprovvedute o in continua e totale guerra contro Berlusconi ha azzerato il valore di ogni singolo calciatore portando sulla sua bravura (io non la vedo) i positivi risultati racciolti. Quest'anno io debbo sperare che il Milan non superi il preliminare per vedere cacciato questo livornese che ha trasformato una delle più grandi squadre pallonare del mondo, piena di grandi campioni, nella succursale della crocerossa che viene tenuta a galla solo dai suoi miracoli (ultimo l'allontanamento della promessa K. Boateng). Il Milan ha raggiunto il pareggio di bilancio sicuramente ma il valore del suo parco-giocatori è ormai paragonabile ad una squadra media di serie B e tutto grazie al Mister Allegri.