Il Milan chiude la porta con tre mosse Miha male

Donnarumma, il 4-4-2 e le palle inattive che da difetto diventano pregio: 7 gol segnati

Coraggio più geometria più applicazione uguale risalita del Milan. Può sembrare un'astrusa formula chimica e invece sintetizza quel che è accaduto negli ultimi due mesi: l'arrampicata di Mihajlovic per scollinare dalla mediocrità e lanciarsi a caccia della montagna del terzo posto.

Proviamo a decifrare meglio la formuletta iniziale. Coraggio sta per il famoso e discusso cambio del portiere, avvenuto proprio dopo il viaggio a Torino (Diego Lopez prese gol da Baselli sul proprio palo sciupando l'occasione di un successo comodo). Poi c'è la geometria che vuol dire cambio decisivo del sistema di gioco passando dal dispendioso 4-3-1-2 (preso a pallate dal Napoli di Sarri) a quello più difensivo ma anche più quadrato, l'attuale 4-4-2, capace di garantire stabilità difensiva e solidità all'intero schieramento. Infine applicazione che vuol dire: a furia di ripetere esercitazioni specifiche il vecchio difetto delle passate gestioni tecniche (subire gol da calcio piazzato) è diventato un punto di forza visto che le statistiche hanno segnalato con quello di Antonelli, sabato sera, il settimo sigillo guadagnato dagli sviluppi di calcio d'angolo. Ma non è l'unico saldo attivo di questa nuova vita rossonera della ex banda del buco. Perché la differenza clamorosa tra l'inizio del torneo e la sua seconda parte è documentata dal numero dei gol subiti. Eccoli: ben 14 nelle prime otto sfide del campionato, soltanto 5 nelle prime otto del girone di ritorno.

In questo caso più indizi hanno la forza di una prova regina. Il Milan si difende meglio ma non solo perché anche nei gol fatti il segno è positivo (14 adesso, 9 all'andata, riferito sempre alle prime otto gare).Possono qui emergere i meriti, indiscutibili, di Mihajlovic e del suo staff, molto apprezzato nei corridoi di Milanello. Perché c'è voluta una sorta di lucida follia (chissà se anche Sinisa ha mai letto il famoso libro di Erasmo da Rotterdam) nello scegliere un ragazzino di 16 anni come Gigio Donnarumma per difendere la porta mettendo da parte, con la scusa della tendinopatia che pure ha tormentato Diego Lopez: nessuno, critica e società comprese, fu d'accordo col tecnico che chiese conforto solo a poche persone del suo giro (uno tra questi Abbiati ricevendone l'approvazione) prima di dare vita a quella rivoluzionaria scelta. Secondo punto: l'assestamento difensivo è figlio anche della crescita del rendimento di Abate, di Romagnoli e della coppia di centrali in alternativa, Alex e/o Zapata.

Terzo punto: le sentinelle, oltre a difendere meglio, hanno anche firmato qualche exploit d'indubbio valore. Per esempio Zapata ha firmato il gol decisivo a Udine, Alex ha spalancato le porte del derby, Antonelli ha addirittura garantito sei punti alla patria con un paio di staffilate contro Chievo e Toro. E se l'assenza di Romagnoli, in mancanza di altre sicurezze, provocò contro il Napoli a San Siro un disastro (Rodrigo Ely l'anello debole), questa volta a Napoli e col Toro le sue panchine sono passate inosservate.