Milan alla cinese: trattativa top secret poi il Cav deciderà

Fininvest smentisce contatti con grandi gruppi finanziari. Berlusconi considererà la cessione solo per 700-750 milioni

Milano - L'Europa league può anche sfuggire, Cristian Brocchi può restare impantanato nelle secche del prossimo mese, ma il futuro del Milan può e deve diventare molto più scolpito nel giro di una, al massimo due settimane. Attenzione: chi pensa che entro questa data si possa procedere alla cessione delle quote del club della famiglia Berlusconi si sbaglia di grosso, racconta favole che in questa materia complicata sono destinate a rivelarsi tali. Nel volgere di 10-15 giorni é possibile invece avere uno scenario molto più attendibile della trattativa legata al Milan appunto e in particolare alla decisione di fondo del presidente Silvio Berlusconi di cedere la squadra di calcio che per 30 anni giusti giusti ha regalato a lui e al popolo rossonero (che ha giá colpevolmente rimosso) trionfi e successi ineguagliabili.

Il primo passo é quello che sará effettuato oggi nella sede di via Aldo Rossi con la convocazione dell'assemblea ordinaria chiamata ad approvare il bilancio del 2015 che recita un disavanzo di quasi 90 milioni di euro per far fronte al quale l'azionista Fininvest ha giá provveduto a versare somme per 150 milioni di euro. Esaurita questa formalitá, si può passare alla trattativa con il secondo attore sulla scena (per intendersi non si tratta di mister Bee del quale non si hanno notizie aggiornate) che ha nazionalitá cinese e che ha spedito in avanscoperta, come intermediario, un italo-americano, Galatioto, giá intervenuto in altre transazioni di natura sportiva negli Usa. I manager Fininvest, ricevuti martedi sera alla cena di Arcore insieme con i figli e lo staff dei collaboratori storici, hanno ottenuto il mandato di valutare la migliore offerta possibile (che significa tra i 700 e i 750 milioni per il marchio) e di presentarla poi sul tavolo del presidente per decidere se concedere l'esclusiva. Esclusiva che non sará una semplice formalitá ma avrà confini ben delineati, regole e modalità scritte e da cui comunque il venditore potrà sempre liberarsi.

A quel punto, firmata l'esclusiva, potrà partire il treno del negoziato che non avrá bisogno di una lunghissima gestazione per giungere ad una eventuale firma del preliminare di vendita. Altra correzione di tiro: i colloqui fin qui organizzati sono stati realizzati dalle rispettive delegazioni di tecnici e professionisti, cancellando pertanto dall'agenda la suggestione di incontri diretti tra i protagonisti della trattativa e il presidente Silvio Berlusconi come accaduto con mister Bee. In casi del genere il vincolo della riservatezza viene rispettato in modo rigoroso dalle parti, pena il fallimento della complessa operazione. I colossi citati in queste ultime ore, come interessati all'acquisto del Milan, non farebbero parte della partita, forse proprio perché si tratta di due giganti: fonti Fininvest, lungi dal firmare altri comunicati ufficiali, hanno fatto sapere in sintesi che le piste citate nelle ultime ore, da Alibaba a Hutchison Whampoa, non corrispondono all'identitá degli interlocutori incontrati nei mesi scorsi. Da quello che si può capire infatti siamo dinanzi a delle finanziarie che non hanno svelato i loro rispettivi investitori i quali usciranno allo scoperto solo quando si passerá dalla fase preliminare a quella della possibile vendita. Pier Silvio Berlusconi proprio ieri su Alibaba ha dichiarato: «Non ne so niente». Una dichiarazione da tenere nel conto. Il nodo di fondo di tutta la vicenda é sempre una volta legato alla persona e alla decisione di Silvio Berlusconi, il presidente, amareggiato e deluso non solo dai risultati del suo Milan ma anche dalle critiche che si sono abbattute sulla sua recente scelta di rimpiazzare in panchina Mihajlovic con Brocchi. Staccarsi dalla sua squadra é una scelta dolorosa che non é stata ancora presa.