Milan contro Simeone Juve, ancora i turchi e poi c'è... la Fiorentina

Si può essere soddisfatti per avere pescato, negli ottavi di Champions League, la squadra che è attualmente in testa alla Liga spagnola? Pare di sì, pur con tutti i distinguo del caso. Comunque sia, Milan-Atletico Madrid. Con l'ex interista Diego Simeone sulla panchina dei colchoneros e una squadra che in campionato viaggia come un treno: stessi punti del Barcellona, cinque in più del Real Madrid, 43 gol segnati e 9 subiti, 16 punti su 18 (15-3 la differenza reti) nel girone di Champions con un solo pari in casa dello Zenit. «Mancano due mesi abbondanti, non ha senso commentare nulla - ha detto Galliani -. I sorteggi si accettano e basta. Quel che è certo è che stanno facendo benissimo». Per i quotisti internazionali, spagnoli favoriti: il passaggio del turno da parte dei rossoneri è bancato a 2,75 da Paddy Power, con l'Atletico avanti a 1,40. Squadra tosta, insomma, capace di vincere in due anni Europa League, Supercoppa europea e Coppa del Re, strappata agli odiati rivali del Real proprio al Bernabeu. E squadra che, dopo avere ceduto Radamel Falcao - forse il miglior centravanti del mondo - ha rivitalizzato David Villa godendosi poi l'esplosione di Diego Costa, autore di 17 reti in 16 partite e capocannoniere della Liga. Il brasiliano, fresco di naturalizzazione spagnola con annesse polemiche, ha tutto per farà male a qualunque difesa. Lui, ma non solo lui: Courtois è portiere belga tra i migliori giovani del ruolo, Koke, Arda Turan e Mario Suarez (attualmente infortunato) danno qualità al centrocampo (dove ogni tanto gioca anche l'ex juventino Tiago) e la difesa si rivela spesso insuperabile. Meglio insomma non esternare troppa soddisfazione per una sfida peraltro inedita, visto che non esistono precedenti ufficiali nelle competizioni europee: andata a San Siro (19 febbraio), ritorno l'11 marzo.
In Europa League, il sorteggio può essere considerato discreto anche se gli eventuali ottavi prevedono poi scogli più duri da superare e un gustoso Juve-Fiorentina: meglio comunque non dare nulla per scontato, visto anche quanto appena combinato dagli stessi campioni d'Italia. I quali curiosamente ripartono dalla Turchia e dal Trabzonspor, squadra brava a chiudersi e a ripartire come ha evidenziato nei due confronti del girone con la Lazio (3-3 in Turchia, 0-0 all'Olimpico). Occhio a Paulo Henrique, unica punta solitamente schierata, all'esterno destro offensivo Alanzinho, a Florent Malouda e a Bosingwa, altro giocatore che ha vissuto il top del calcio europeo con il Chelsea. Quanto alla Fiorentina, è attesa dai modesti danesi dell'Esbjerg, penultimi in campionato e con il 21enne attaccante olandese Mick van Buren da considerare come il più pericoloso: Montella ha insomma di che sorridere e magari cominciare a pensare alla riedizione dello scontro avvenuto nella finale della Coppa Uefa 1990 vinta dai bianconeri di Zoff (3-1 a Torino, 0-0 sul neutro di Avellino) dopo mille polemiche.
Infine, Napoli e Lazio. La squadra di Benitez ha pescato i gallesi dello Swansea (decimi in Premier, allenatore Michael Laudrup) e, se passeranno, troveranno il Porto che dovrebbe superare l'Eintracht: benino ma non benissimo, insomma. Pare invece possa sorridere la Lazio, anche se i bulgari del Ludogorets hanno fatto l'accoppiata campionato-coppa senza però godere di chissà quale credito: Klose e compagni avranno tra i propri avversari anche Michel Platini, omonimo dell'ex Pallone d'Oro ma in realtà trentenne brasiliano con passaporto bulgaro e gli ultimi anni spesi tra Romania e Bulgaria. Se passeranno il turno, gli uomini di Petkovic troveranno la vincente di Dinamo Kiev-Valencia.