Il Milan fa poker per l'ultima del Cav

Suso ispira il sorpasso pre derby. Montella: «Così Berlusconi chiude davanti all'Inter...»

Quattro squilli del Milan: mica male per preparare il derby di sabato santo oltre che il closing programmato per qualche giorno prima. «Se ci sarà il closing sono contento che Berlusconi lasci col Milan davanti all'Inter» la dedica di Vincenzo Montella. Quattro squilli e almeno altrettanti i gol sbagliati (specie da Bacca) a conferma di un pomeriggio facile facile. Morbido come un pan di spagna il Palermo messo sotto dopo appena sei minuti da una magia balistica di Suso e con tre gol sulla schiena al culmine della mezz'ora. Troppo semplice insomma per ipotecare il viaggio in Europa league della prossima stagione ma di sicuro è un viatico in vista del derby con l'Inter uscita bastonata a sorpresa da Crotone: sorpassato il rivale neroazzurro in classifica, Atalanta a due lunghezze. Sette sfide prima del traguardo finale sono tante: decideranno gli scontri diretti con Pioli e Gasperini, poche storie.

Ecco allora il primo spunto offerto dalla prova di ieri pomeriggio: il Milan sta bene, molto bene fisicamente. Ha giocato in modo elegante e geometrico trovando in Sosa, il vituperato Sosa, la guida carismatica del centrocampo. Il recupero della sua indiscutibile musa, lo spagnolo Suso, è la seconda bella notizia della domenica rossonera. In 35 giorni d'assenza in cui il gioco offensivo è rimasto parzialmente al buio, illuminato solo dalle isolate accelerazioni di Deulofeu, si è colto il fondamentale contributo dello spagnolo. Si spiega quindi così, dopo qualche stento (3 reti in 3 sfide contro Juve, Genoa e Pescara), la vendemmia ottenuta al cospetto di un Palermo che pur difendendo in 5 non è mai riuscito a opporre una difesa efficace. Anzi il portiere Fulignati è stato tra i pochi (con Diamanti, il capitano) a guadagnare la sufficienza.

Suso ha aperto il pomeriggio perfetto con una traiettoria velenosa su punizione, quindi ha suggerito il sigillo di Pasalic, e firmato altre giocate spettacolari, Deulofeu, l'altro spagnolo del gruppo, ha chiuso il tiro a bersaglio festeggiando in anticipo l'arrivo della figlia Sara. «Ho parlato con il Barcellona ma non vi dico quello che mi hanno detto», la chiosa di Adriano Galliani che già oggi è atteso ad Arcore a pranzo dal presidente Silvio Berlusconi per preparare le consegne da passare al prossimo azionista. «Ho parlato con il presidente, se fosse la nostra ultima partita rimarrà negli occhi dei tifosi. E se ci sarà il cambio di proprietà, il derby lo vedrò in tv anche se rimarrò sempre milanista», la tenerissima dedica del dirigente che all'ombra di Silvio ha contribuito a creare l'irripetibile e storico ciclo di successi. A fine partita, scortato da figli e nipoti, ha fatto un giro sul prato di San Siro per vedere i lavori alla tribuna arancio: di fatto è stato il suo silenzioso congedo.

L'unica nota stonata nel campo rossonero è stata l'ammonizione, gratuita, rimediata da Pasalic: diffidato dovrà accomodarsi in tribuna per il derby. Da segnalare l'accoglienza del pubblico di San Siro al suo ragazzo d'oro, Gigio Donnarumma: è entrato tra un'ovazione, come fosse reduce da una prodezza strabiliante a dimostrazione che la papera di Pescara non ha lasciato tracce e quel paio di incertezze (nelle giocate di piede) sono state considerate licenze poetiche. Quando gli è toccato distendersi per deviare un sinistro di Diamanti, Donnarumma si è presentato all'appuntamento.

A dispetto del golletto firmato, Bacca è tra i pochi ad aver suscitato più di una perplessità. E non solo per un paio di gol sbavati davanti. Una gaffe sui social (ha scritto su Instagram che la sfida sarebbe stata con la Fiorentina) ha completato il pomeriggio di discutibile genio.