Milan mercato: il centrocampista arriva dal Barcellona?

Partenze di Robinho e Constant ed inizia (almeno così sperano i tifosi) il mercato rossonero. Sul taccuino un forte centrocampista del Barca

Due stagioni anonime per Song, dopo le 7 piene di soddisfazioni ai Gunners

Dopo aver iniziato l'opera di sfoltimento dell'organico, con le cessioni di Constant, che non rientra nei piani tecnico-tattici del nuovo mister, e di Robinho, il cui faraonico ingaggio non poteva più essere sostenuto dalla società, il Diavolo comincia a muoversi in maniera decisa sul fronte del mercato in entrata per cercare di allestire una formazione competitiva da consegnare al proprio giovane allenatore. Uno dei reparti che più di tutti ha bisogno d un restyling profondo è senza ombra di dubbio alcuna il centrocampo.

 Le amichevoli giocate in terra americana hanno, infatti, reso palese come la squadra abbia sofferto molto le mediane avversarie, composte da giocatori che sanno unire quantità a qualità. E'quindi probabilmente per questo che il nome su cui Galliani starebbe lavorando è quello di Alex Song. Acquistato dal Barca due anni fa, per la ragguardevole cifra di 15 milioni di euro, il giocatore rischia di passare un'intera annata a vedere i suoi compagni giocare, perchè Luis Enrique ha esplicitamente detto di non ritenerlo indispensabile per l'idea di Barca che ha in mente. Questo potrebbe rendere la trattativa molto meno complicata e far propendere la dirigenza blaugrana al disco verde per la formula del prestito con diritto di acquisto definitivo a fine stagione a favore della società rossonera. Per il centrocampista africano, classe 1987, ben 219 presenze ed 11 reti all'Arsenal. Due anni fa, per una cifra vicina ai 20 milioni di euro, passaggio al Barcellona dove in due anni ha collezionato 65 gare ed una sola segnatura.

Tuttavia c'è un ostacolo non di poco conto sulla strada che potrebbe portare il Camerunense a Milano, ovvero il suo ingaggio. Song guadagna infatti 5 milioni l'anno e il Milan non ha le risorse per garantirgli tali emolumenti. Il rischio concreto di non giocare potrebbe però spingerlo ad accettare un compenso più basso.