Milan, panchina corta? Il problema sono i ko

Terzini e centrocampisti: gli infortuni pesano. E Montella poteva fare il turnover col Pescara

La maledizione della Juve (chi la castiga, tipo l'Inter, finisce poi fuori strada) è una leggenda metropolitana. Può consolare gli afflitti amanti di Madama ma non può regalare la fotografia di quel che è accaduto al Milan nella sfida di Marassi martedì notte.

A cominciare dal raptus di Paletta che ha lasciato i suoi in dieci nella frazione migliore durante la quale, tra l'altro, ha avuto l'occasione più propizia per raggiungere il pari (lo sciagurato Poli, solo davanti a Perin, su assist strepitoso di Bonaventura, ha sbavato fuori). Sarà bene che l'italo-argentino rifletta nei prossimi giorni perché Zapata è guarito e può portargli via il posto che per rendimento lui ha finora strameritato. Quattro espulsioni, concentrate in dieci turni, sono invece un dato complessivo che può allarmare. Montella, riferiscono i boatos, martedì notte non è stato tenero con Paletta.

Secondo aspetto: in poche ore il Milan dei giovani e dei meno utilizzati (Poli, Honda, Luiz Adriano: tutti e tre insoddisfacenti) non hanno recuperato le energie psico-fisiche consumate in quantità industriale contro la Juve e in particolare nei due giorni successivi quando le celebrazioni del secondo posto hanno forse provocato qualche rilassamento. Che non fosse un deficit fisico ma nervoso e caratteriale è emerso durante la seconda frazione allorquando, persino in dieci, il Milan ha rischiato di rimettere la sfida sui binari del pareggio.

Terzo aspetto: è spuntato un altro luogo comune, la panchina corta, i titolari pochi e ridotti a undici addirittura. Favole. Basta documentarsi per non cadere nel tranello. In difesa sono fuori, nella categoria dei terzini, per infortuni Vangioni (dall'inizio della stagione), Antonelli e Calabria, i ricambi naturali di Abate e De Sciglio, attuali inamovibili. A centrocampo Sosa è l'unica alternativa al giovane Locatelli che nessuno si sarebbe sognato di mettere in panchina, e infatti il giovanotto ha giocato meglio a Marassi che contro la Juve, prova resa epica da quel gol spettacolare a Buffon. Bertolacci, Mati Fernandez e Montolivo (lo rivedremo, se va bene, ad aprile) sono ai box. Perciò non è la panchina corta ma l'emergenza a rendere ridotte le scelte di Montella.

Sul conto del quale possiamo consentirci, in forza della stima per il suo lavoro (è a +3 rispetto a Mihajlovic con lo stesso gruppo dopo 10 giornate), un rilievo. Il turn-over, in alcuni casi indispensabile ma tra Juve, Genoa e Pescara, era forse meglio, molto meglio, applicarlo domenica pomeriggio. Banti, l'arbitro, è stato un disastro d'accordo. Di sicuro il mancato, clamoroso rigore fischiato (Veloso su Locatelli) al Milan è figlio della campagna mediatica seguita alla partita con la Juve.

Commenti

Filippolamonaca

Gio, 27/10/2016 - 09:33

Per come ho visto il Milan, direi che ci sono margini di miglioramento e Montella sta facendo un buon lavoro. si devono regolare i meccanismi ma la sconfitta con il genoa si poteva benissimo evitare. quindi chi sta già facendo commenti negativi, stia sereno