Il Milan pesca il Jack da terzo posto

Bonaventura: punizione e dedica ai terremotati. Galliani e il futuro: "Ad o niente"

Diciotto tiri, di cui 9 nello specchio della porta, due pali centrati da Niang e Bacca, un rigore reclamato (Bacca trattenuto da Coda) e una magia balistica di Giacomo Bonaventura, il marchigiano che onora le sue origini dedicando il sigillo decisivo alle popolazioni colpite dal terrenmoto («forza centro Italia» grida in diretta tv). Milan a raffica? Neanche per idea. A dispetto di questi numeri che possono trarre in inganno il Milan ha vinto a fatica e deve ringraziare, oltre che il suo marcatore, anche il solito angelo custode Gigio Donnarumma volato un paio di volte nell'angolo e in cielo per respingere gli artigli del Pescara. Alla fine è venuto fuori un faticoso e striminzito 1 a 0 che consente ai berlusconiani di arrampicarsi al terzo posto e di ricacciare indietro uno dei tanti tabù accumulati negli ultimi tempi (non vincere nelle sfide di pomeriggio, precedente col Sassuolo giusto un anno fa). San Siro e la critica non possono essere entusiasti della prova complessiva. Sono in tanti a storcere il muso, molti tranne Montella che è il primo a protestare per il clima trovato alla fine negli spogliatoi. «Vorrei vedere più gioia per questo successo che vale come quello contro la Juve» suggerisce ai microfoni, segno che ha qualche conto da regolare.

Come quelli con Bacca uscito, nel finale pieno di affanni e di angosce, protestando. Bacca è fatto così: se non finisce nel tabellino dei marcatori non è utile alla patria e vorrebbe restare fino alla fine. Per la prima volta, ieri, ha avuto a disposizione una serie di golose occasioni: ne ha mancate troppe, pizzicando anche un palo. «Se ha qualcosa da dirmi venga a parlarmi a Milanello» la replica del tecnico. A spiegare le difficoltà accumulate dal Milan non c'è solo il calcio spigliato e coraggioso del Pescara che ha poche risorse a disposizione ma sfrutta soprattutto gli insegnamenti del suo tecnico che vive sulla rendita del passato torneo in serie B. Anzi, alla fine, Oddo ha messo becco nelle vicende milaniste e detto la sua con sincerità: «Io conosco bene Lapadula, meriterebbe di giocare sempre nel Milan». E non si tratta solo di riconoscenza per il bomber della passata stagione. No si tratta di fede nei mezzi di questo giovanotto che continua a fare panchina mentre altri talenti emergono dalle retrovie. Per esempio ieri c'è stato il debutto in campionato del croato nazionale under 21 Mario Pasalic, annunciato sabato in conferenza da Montella. Senza effetti speciali ha mostrato un talento del quale ci si può fidare, specie nel dare il cambio a Bonaventura per liberarlo dalle fatiche del centrocampo e consentirgli di dedicarsi alle missioni offensive. Allo scoperto è uscito anche Adriano Galliani che ha ripetuto la sua posizione sul futuro: «Non ho ricevuto alcuna proposta dai cinesi e non sono disponibile a nessun incarico diverso da quello ricoperto attualmente nel Milan per rispetto della mia carriera». Come dire: o amministratore delegato oppure farà dell'altro ma sempre nel calcio italiano. E se i cinesi avessero fiuto