"Milan poco paziente, giocatori tutti nuovi Cutrone è un po' mio"

La vittoria a Old Trafford è ancora negli occhi, anche se la sconfitta di sabato in Liga con il Leganes ha un po' frenato l'entusiasmo. Il Siviglia di Montella è di fatto una squadra a due facce: eccezionale nelle coppe (finale in Copa del Rey e quarti di Champions), deludente in campionato, dove rischia addirittura di stare fuori dalla zona Europa League (è 6º).

L'Aeroplanino, comunque, sembra ormai aver pienamente digerito l'esonero dal Milan. Montella, infatti, a Radio Anch'io Sport su Radio Uno, ha fatto capire che lui, di rimpianti, non ne ha: «Siamo pagati anche per essere il capro espiatorio. Credo di aver fatto il meglio possibile. Ho fatto degli errori ma c'erano anche 10 giocatori nuovi, molti dei quali alla prima esperienza in Italia e la quasi totalità non aveva mai giocato in Champions. Ci voleva un periodo di adattamento, nessuna squadra può essere vincente od ottenere risultati subito, specie se nessuno dei suoi giocatori ha vinto qualcosa. Bisognava aspettare, ma ce lo dicevamo con i dirigenti nelle prime settimane. Sono giocatori forti e che miglioreranno ancora ma, a parte Bonucci, nessuno aveva indossato una maglia prestigiosa come quella del Milan».

Montella quindi, anche se ora il Milan sta facendo così bene con Gattuso, vuole guardare oltre, lasciando al passato solo il tempo che trova. Ma nell'esperienza rossonera, Vincenzo può vantarsi di aver scoperto e lanciato Patrick Cutrone, la vera sorpresa di questo Milan: «Ha potenzialità enormi e ha cominciato a farle vedere. Il calcio italiano per gli attaccanti è più complicato in termini di adattamento». L'attuale tecnico del Siviglia, inoltre, ha preso anche le difese di Gigio Donnarumma: «Ha un grande futuro e un grande presente e sfrutterà a pieno le sue possibilità avendo alle spalle una famiglia molto stabile. L'arrivo di Reina? Qualsiasi grande squadra che si rispetti ha il dovere di lavorare e portare avanti due grandi portieri».