Milan, Sacchi consiglia i cinesi: "Puntino sulle bandiere e su Galliani"

Il Milan ha bisogno di Adriano Galliani e di qualche ex bandiera come Maldini, Albertini o Costacurta: parola di Arrigo Sacchi

Il Milan, dopo oltre 30 anni, cambierà proprietà e ai microfoni della Gazzetta dello Sport, un grande tecnico vincente del recente passato rossonero, Arrigo Sacchi, ha voluto dare un consiglio alla cordata cinese di Han Li e di Yonghong Li: "Il Milan ha bisogno di ritrovare la grandezza e bisogna riempirlo con ambizione, orgoglio e passione, come facevamo noi. Poi direi loro che bisogna fare molta attenzione a scegliere gli uomini. E uso appositamente la parola uomini prima di calciatori: occorre stare attenti a scegliere. La base è avere giocatori che sentano amore e professionalità per il proprio lavoro, la ricerca dell’eccellenza. Prima gli uomini, poi i calciatori. Ai cinesi dico: bisogna ritrovare l’orgoglio, l’ambizione e la gioia di essere il Milan. Con questi valori il Meazza lo riempi. Noi passammo da 30 mila a 60 mila abbonati. Faccio molta, molta fatica a pensare a un Milan senza Berlusconi e Galliani. Insieme hanno fatto qualcosa che rimarrà nella storia del calcio italiano e mondiale. Silvio è stato un rivoluzionario, ha cambiato costumi e idee del pallone, ha avuto il coraggio di fare scelte azzardate e di credere nei sogni, che è riuscito a realizzare. Direi che con lui abbiamo vissuto il Rinascimento del calcio. Il motivo principale della cessione? La salute è stata una componente decisiva. E quindi non posso che essere d’accordo, visto che si tratta di qualcosa che va sopra tutto il resto per importanza. Ha fatto la cosa giusta. Eppure, che peccato non vederli più insieme, lui e Galliani".

Secondo Sacchi, inoltre, il Milan deve puntare su un ex giocatore del passato da inserire in società assieme a Galliani. L’ex tecnico rossonero snocciola i nomi: “Albertini è stato il mio vicepresidente federale quando ero responsabile delle giovanili azzurre, ha maturato un’esperienza dirigenziale ad altissimo livello. Maldini è diventato un uomo vero, non ha costruito la sua vita sull’opportunismo, basta pensare a come ha gestito la questione con gli ultrà, dimostrando ricchezza etica e morale. Costacurta ha costruito la sua carriera grazie alle capacità interpretative. Anche nel suo caso l’intelligenza è un fattore fondamentale. Galliani invece è una certezza. Occorre che ci sia qualcuno che conosca l’ambiente: i cinesi dovranno affidarsi a chi ne sa più di loro”.