Il Milan si allena e ritrova Menez

Doppiette del francese e di Romagnoli. Segna anche Balotelli. Rossoneri in finale di coppa Italia dopo 13 anni

P er una favola che finisce, quella dell'Alessandria, una storia rimessa a posto, quella del Milan. I rossoneri tornano in finale di coppa Italia tredici anni dopo la vittoria contro la Roma. Era il 2003, l'anno in cui il Milan vinse la Champions a Manchester contro la Juventus. E proprio i bianconeri questa sera, sempre sul prato di San Siro, a meno di un clamoroso ribaltone dell'Inter, dovrebbero staccare l'altro pass per l'atto conclusivo. Quindi sarebbe di nuovo Milan-Juve, a Roma. Tredici anni senza alzare la coppa nazionale, sarà l'undicesima occasione per alzarla, un digiuno troppo lungo per il club di Silvio Berlusconi che festeggia così i trent'anni di presidenza. Anche se da qui al 21 maggio nella testa della squadra di Mihajlovic ci sarà solo ed esclusivamente la rincorsa al terzo posto.Nella quale non potrà dare una mano Niang dopo l'incidente in macchina e il ko alla caviglia sinistra. E la sfida con l'Alessandria era il primo test per il casting di spalla di Bacca. Sotto esame, Menez e Balotelli. Entrambi rimandati per condizione fisica. Ma il primo ha dalla sua la doppietta con cui ha messo in cassaforte la qualificazione nella prima mezz'ora, con la collaborazione di Romagnoli ai primi due gol con la maglia rossonera. Una liberazione invece per il francese che non segnava dal 4 aprile 2015, 2-1 a Palermo, e soprattutto non giocava titolare da più di trecento giorni. Gol a parte, il sette rossonero ha confermato gli evidenti limiti di condizione. Sta forse meglio Balotelli, anche se nella serata di coppa resta in ombra, ciondolante per il campo, se si escludono una palla per Honda e la partecipazione all'azione del primo gol della serata. Troppo poco per Super Mario che comunque dopo la rete dell'andata, nel finale mette il sigillo del pokerissimo, primo gol a San Siro dal ritorno in rossonero. Comunque per entrambi importante mettere più minuti possibili nelle gambe visto che l'altra alternativa è il desaparecido Luiz Adriano, che non ha più ritrovato il feeling dopo la toccata e fuga in Cina.Escluso il primo quarto d'ora in cui l'Alessandria, spinto da sedicimila tifosi, ha creato un paio di imbarazzi alla difesa rossonera, per Mihajlovic la conferma di un Kucka fisicamente straripante, di un Honda ispirato, escluso un incredibile svarione a porta vuota sullo zero a zero. E i due gol di Romagnoli ribadiscono che il lavoro di Miha ha trasformato un difetto, le palle inattive, in un pregio, un punto di forza: prima si subiva, ora si segna. Per il resto troppo evidente il divario tecnico e fisico tra una formazione di serie A e una di Lega Pro. Rispetto a un mese fa è anche un altro Milan per convinzione e morale, frutto anche dei dodici risultati utili consecutivi. E così i rossoneri possono vincere la Coppa Italia, mentre l'Alessandria è il vincitore morale della competizione: ha eliminato Palermo e Genoa, e si è regalato una semifinale con il Milan. L'ultima squadra di terza serie a spingersi così avanti fu il Bari nell'84-85, che poi festeggiò la promozione in serie B. Rivera, ex bandiera rossonera cresciuto nell'Alessandria, in tribuna con Galliani (e Barbara Berlusconi) ha già detto che ci metterebbe la firma. A quel punto con i rossoneri che rimettono a posto la storia, i grigi darebbero un lieto fine alla favola.