Il Milan smentisce (ancora) la cessione. "Mai fatte valutazioni sul valore del club"

Trattative in corso, i rumors galoppano. Nota della società: "Nessun accordo in vista"

Barbara Berlusconi

A furia di accelerare c'è il rischio di finire strada. È quello che sta accadendo al Milan e alle trattative sulla cessione di alcune quote appartenenti alla Fininvest. Agenzie più o meno accreditate e siti di ogni provenienza - oltre che giornali stranieri - fanno a gara nel sorpassarsi e sostenere l'avvenuta conclusione dell'operazione che è invece soltanto alla sua fase di studio. Non c'è niente di scritto, né tanto meno un contratto stipulato. Per questo motivo, e per rendere più stabile lo scenario dell'immediato futuro rossonero (domani Inzaghi e i suoi sono attesi a Palermo), è intervenuto lo staff del presidente Silvio Berlusconi per dettare all'agenzia Ansa una smentita che ha un valore pubblico.

Il Milan non è stato venduto ad alcuno e lo stesso azionista ha fatto sapere che «non è mai stata fatta una valutazione circa il valore della società calcistica». Il chè significa che le quotazioni fin qui circolate (900 milioni-1 miliardo) , e perciò le ipotesi di percentuali relative ai diversi pacchetti, 30% o 75% secondo gli ultimi boatos di agenzia, sono del tutto infondate. E la spiegazione è elementare. Fino a oggi i conti del club berlusconiano sono sottoposti al controllo - la due diligence per intendersi di due attori, il thailandese mister Bee e un gruppo cinese non ancora identificato (l'imprenditore Zong ha fatto sapere non essere interessato, «lo faremmo con un club cinese» ha specificato) - che dovrebbe concludersi entro il 30 aprile.

Solo dopo questa operazione preventiva, sarà possibile conoscere le rispettive intenzioni delle parti e procedere di conseguenza al negoziato. In serata di ieri comunque ecco l'ennesimo piccolo giallo: secondo l' Ansa «un uomo d'affari asiatico ha lasciato poco prima delle 22 la residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore, a bordo di una fuoriserie nera, seduto sul lato del passeggero e impegnato a scrivere sul suo smartphone. Seppure in penombra, si può notare una certa somiglianza con Richard Lee, uomo d'affari di Hong Kong con molti interessi in Cina che a ottobre è stato ospite di Berlusconi a San Siro». Probabile che il presidente insomma continui a sondare l'affidabilità di eventuali compratori e la solidità dei rispettivi portafogli. In tempi non sospetti, fu proprio lui a dire che avrebbe «spalancato le porte del Milan solo a chi è pronto a realizzare il bene del Milan». Intanto il 10 aprile si riunisce il Comitato esecutivo della fondazione Fiera e il progetto del nuovo stadio è nella short list dei 2-3 che verranno esaminati.