Milan, stangata Uefa con calma Commisso mette fretta a Mister Li

Franco Ordine

Uefa: brava (forse) ma (sicuramente) lenta. E qui le spiegazioni sul ritardo accumulato da Nyon nel licenziare il verdetto sul Milan si moltiplicano rincorrendo le ipotesi più fantasiose. L'atteso dispositivo è diventato una sorta di parto complicato perché, questa la tesi più pertinente proveniente dalla Svizzera, la motivazione della stangata perché di stangata si tratterà - dev'essere puntigliosa e spazzare via ogni sospetto di pregiudizio politico nei confronti del Milan stesso e del suo azionista cinese. Nonostante tutti gli sforzi, sarà difficile condividere il giudizio di Costacurta nei panni di vice-commissario della Figc («l'Uefa vuole il Milan più forte»: e lo randella con una mazzata da 50-60 milioni?), perché nel frattempo, oltre alla campagna social varata dal club rossonero, si è aggiunto il sindaco di Milano Beppe Sala, nota la sua fede interista, con un quesito polemico («vediamo cosa faranno con il Psg») che non può essere liquidato sommariamente.

Perciò i componenti della camera giudicante dell'Uefa stanno impiegando una settimana per licenziare sentenza e motivazioni. In Svizzera le chiamano procedure interne. In effetti vogliono fare l'elenco puntuale di tutte le manchevolezze del Milan cinese contenute nei vari passaggi e soprattutto spiegare il differente trattamento specie riguardo all'Inter in materia di debito. All'epoca Thohir non aveva una scadenza così vicina ed ebbe tutto il tempo di rivendere la maggioranza a Suning mentre Yonghong Li è strozzato dall'appuntamento del 31 ottobre entro il quale deve restituire al fondo americano Elliott, considerato a Nyon poco affidabile perché la sua è una natura speculativa, il prestito ottenuto nell'aprile del 2017 per completare il closing del club rossonero. Negli Usa si sta giocando l'altra partita per il broker cinese che ha finalmente aperto al socio disposto a farlo uscire dai guai in cui si è cacciato bucando l'ultimo aumento di capitale da 32 mln. L'italo-americano Commisso continua a discutere con Han Li e Goldman Sachs sulla valutazione del marchio, il cinese continua a proporre l'ingresso al 30-40% per ottenere liquidità con la promessa di far salire l'uomo d'affari di origine calabrese nel giro di qualche mese alla maggioranza e quindi al comando operativo del club. La famiglia Ricketts infine non è uscita di scena ma è rimasta alla finestra in attesa di sviluppi.