Milano c'è. E anche Kakà Il Milan rialza la testa col Supermario show

Dopo il Psv tre gol pure al Cagliari. Balotelli fa segnare Robinho, Mexes e completa il tris Allegri scarica El Shaarawy e poi dà spazio a Matri

Fare gol, per il Milan, non è mai un problema. Specie se può contare sul talento balistico di Mario Balotelli. Se non interviene direttamente lui, riesce a suggerire (primo gol di Robinho) o a provocare respinte maldestre del portiere seguite da facili tap-in (secondo gol di Mexes). È difendere il tallone d'Achille del Milan che riesce a vivere in affanno anche sul 2 a 0 e poi sul 3 a 1. Se non avesse lo scudo di De Jong sarebbero dolori anche al cospetto di un Cagliari tenero tenero che si taglia con un grissino, figurarsi con la lama di Balotelli. Mario diverte e si diverte nel finale quando disegna una rabona per Matri appena arrivato a fargli compagnia ed è questo l'altro tratto del temperamento milanista. Non sa stare sul pezzo fino in fondo alla serata e si concede qualche pausa di troppo. Se questo è l'inizio del campionato rossonero e se l'arrivo di Kakà risulta imminente non si può certo dire che è tutto risolto e che i tre gol di ieri cancellano le ombre. Oltre che il cattivo umore di El Shaarawy, fatto entrare negli ultimi 5 minuti, tipo Rivera a Città del Messico, e accolto dal sostegno della curva amica. Il primo cambio in attacco è Matri, appena tesserato: non passerà sotto silenzio la scelta e nemmeno il cambio a giudicare dalla prima eco proveniente da casa El Shaarawy.
Mentre il Milan si riscalda, Adriano Galliani a Madrid trova l'accordo col Real e cerca anche quello con Kakà e suo papà che non è certo il tipo da piegarsi facilmente alle altrui esigenze di bilancio. Che il popolo del Milan abbia bisogno di una scossa per recuperare l'entusiasmo perduto, lo si capisce dalle dimensioni del pubblico arrivato ieri sera allo stadio, vuoto per due terzi. Resta confermato invece il dibattito aperto sul conto del Milan che ha una sorpresa nello schieramento tutta da raccontare e da spiegare: si chiama Robinho e significa che El Shaarawy deve accomodarsi in panchina. La scelta si trasforma in uno psico-dramma collettivo: impazziscono i siti e forse anche qualche esponente che gira intorno al Faraone perché vengono fuori improbabili voci di cessioni e scenari senza senso mentre la cresta rossonera se ne sta accucciato in panchina senza tradire un particolare nervosismo. Che sia una scelta felice lo si ricava dalla prima triangolazione d'attacco del Milan che si trasforma nel sigillo di Robinho appena restituito al meglio della salute e perciò al ruolo di titolare perché meglio di El Shaarawy si adatta allo schieramento classico, con Montolivo trequartista dietro due punte che devono giocare una al fianco dell'altra. Balotelli lavora un bel pallone che spedisce nel mucchio dove Montolivo fa velo spalancando la porta al brasiliano, complici un paio di dormite da parte di Cabrera e Dessena. Stessa scena più tardi, alla mezz'ora, dopo un triangolo arioso tra Robinho e Balotelli il cui proiettile, non trattenuto da Agazzi, diventa il comodo 2-0 sui piedi di Mexes. Troppo tenero il Cagliari, troppo cinico il Milan per risultare tutto vero fino in fondo.
Serve solo Kakà a questo Milan? Continuano a chiederselo anche dopo il golletto realizzato dal francese che però, da difensore, si fa saltare come un birillo nell'uno contro uno da Sau e consente all'ex allievo di Zeman di rimettere in discussione tutto. Sbaglia Mexes, una, due volte d'accordo, Zapata non gli dà una mano, anzi peggiora la serata, solo Abate si segnala per un intervento decisivo (salva su Nainggolan il possibile 2 a 2). Per fortuna di Allegri, De Jong rimedia riparando in tempo reale le falle che si aprono sulle diverse fiancate con recuperi prodigiosi. I mal di pancia durano fino al terzo errore cagliaritano (su cross di Abate) e anche dopo (scarabocchio dell'inguardabile Zapata, Sau sbava il 2 a 3): palla sul piede di Balotelli e missile nel sette. A quel punto c'è spazio e modo di collaudare la seconda coppia, Matri al posto di Robinho per vedere l'effetto che fa schierare due centravanti. Non ancora un granchè, viene da dire alla fine.


Marcatori: 8' pt Robinho, 30' pt Mexes, 33' st Sau, 17' st Balotelli.

Milan: Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Emanuelson; De Jong, Poli (33' st Nocerino), Muntari; Montolivo (43' st El Shaarawy); Balotelli, Robinho (21' st Matri). All. Allegri.

Cagliari:
Agazzi; Dessena, Rossettini, Ariaudo, Murru; Cabrera (14' st Ibarbo), Conti, Nainggolan; Ekdal; Pinilla (26' st Nenè), Sau (33' st Eriksson). All. Lopez.

Arbitro:
Russo.
Ammoniti: Conti, De Jong.
Spettatori: 30.471, incasso 951.885,79 euro.

Commenti
Ritratto di JOLLY ROGER

JOLLY ROGER

Lun, 02/09/2013 - 09:29

Ci mancava il Kakà' ......

benny.manocchia

Lun, 02/09/2013 - 11:23

Riusciranno a convivere Balotelli e Kaka'? Un italiano in usa

-cavecanem-

Lun, 02/09/2013 - 15:42

Squadra mediocre, che ha senz'altro problemi, forse non evidenti contro un Cagliari spento..ma i problemi ci sono...a cominciare da Balotelli, che per quanto si ostinano a gonfiarlo ha carenze evidenti.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Lun, 02/09/2013 - 16:45

gli italiani invece la testa l'han messa sotto la sabbia.

simone64

Mar, 03/09/2013 - 02:37

Matri al posto di quel bidone del Faraone. Allegri sei un grande !!!!