Mini rinnova le icone e rende omaggio al vanto dell'inglesità

I modelli tre/cinque porte e cabrio con le luci dietro che riproducono la «Union Jack»

Piero Evangelisti

Majorca Oggi, quando si parla di Mini, quella «made in Oxford by Bmw», si pensa a una famiglia di modelli creati nel corso di 18 anni e tre serie dell'icona britannica che ha saputo reinterpretare, con uno straordinario successo, lo spirito della Mini di Sir Alec Issigonis degli Anni '60. In questa ben assortita famiglia, le più coccolate rimangono le original, cioè le Hatch a tre e cinque porte e la Cabrio che hanno aperto la strada al nuovo fenomeno. Parte quindi da queste tre il recente restyling che ha interessato più marginalmente anche le altre versioni, un aggiornamento sia stilistico sia tecnico. Sotto il profilo del design gli interventi sono di dettaglio, ma capaci di arricchire la già forte personalità delle Mini, sempre in chiave british. Oggi i proiettori e le luci posteriori (abbondando nel ricorso all'uso dei Led) sono divenuti la firma luminosa di ogni auto, un tratto inconfondibile che sulle original si arricchisce adesso, tra l'altro, di un optional che per un autentico appassionato di Mini diventerà un must. Sono le luci posteriori che riproducono l'Union Jack diviso nei due gruppi ottici all'interno dei quali gli indicatori di direzione sono disposti orizzontalmente e le luci di frenata sono allineate verticalmente, con quelle di posizione che rappresentano le linee diagonali della bandiera britannica.

Sono soluzioni come queste, apparentemente secondarie, che continuano a fare di Mini un'auto assolutamente unica, un modello che cresce e si evolve non secondo il mercato o i trend stilistici, ma seguendo un suo preciso piano di sviluppo, di maturità, dal quale ogni altra vettura è esclusa.

Ma il mondo Mini è fatto anche di tanta tecnologia e di una evoluzione costante dei propulsori dei quali è equipaggiata, i contenuti che hanno più dimestichezza con la lingua tedesca che con quella inglese. Per le Mini rinnovate ci sono adesso nuovi propulsori e inedite trasmissioni, che pur riducendo i consumi, in vista dei sempre più stringenti limiti alle emissioni, riescono addirittura ad aumentare il divertimento nella guida. Per le nostre impressioni di guida abbiamo scelto il meglio, la nuova Mini Cooper S con il propulsore 2.0 da 192 cv accoppiato alla nuova trasmissione Steptronic a sette rapporti selezionabili anche manualmente attraverso i paddle al volante (opzione indispensabile per ottimizzare l'attenzione nella guida).

Prima ancora di partire per il nostro test sulle strade belle e piacevolmente tormentate della parte occidentale dell'isola di Majorca, semplicemente accomodandoci al posto di guida intuiamo che l'esperienza sarà entusiasmante. L'abitacolo, costantemente rinnovato a ogni passaggio generazionale, conserva dettagli fondamentali, come il grande display circolare, che vengono abbinati a nuove raffinatezze come le finiture Piano Black in un brillante nero ebano. Insomma, ci si sente a casa e la Mini Cooper S non tradisce le aspettative e ogni curva è una nuova esperienza che dimostra la maturità che la compatta inglese ha raggiunto. Il listino della nuova Mini Cooper S parte da 27.250 euro.