Modric contro Kane: l'artista sfida l'Uragano

La forza e la gioventù british, l'esperienza e il talento croato. Per riscrivere la storia

La lunga attesa è terminata. La Croazia ha dovuto pazientare 20 anni per riassaporare una semifinale mondiale. L'ultima, e unica, apparizione nell'anticamera della storia risale ai mondiali francesi del 1998. Da allora si sono succedute generazioni di speranze infrante. Una crudele disillusione che ha immancabilmente accompagnato anche i fallimenti della generazione d'oro del calcio inglese, quella dei Beckham, Scholes e Gerrard. Incapaci di eguagliare l'exploit dei Tre Leoni a Italia '90, dove erano stati sconfitti ad un passo dalla finale di Roma. Il miglior risultato inglese di sempre, in una Coppa del Mondo, fatta eccezione per il trionfo casalingo nel '66.

Al Luzhniki Stadium questa sera si sfidano due nazionali che solo tre settimane fa nessuno avrebbe immaginato arrivare così in alto. Neppure i rispettivi commissari tecnici, ugualmente bravi nel tirare fuori il meglio da rose sì di qualità, ma senza campioni da prime pagine. Difficile, per esempio, individuare il giocatore simbolo della giovane Inghilterra. Certo, Harry Kane è candidato alla scarpa d'oro, già a segno sei volte. Ma Kieran Trippier si è rivelato senza dubbio il miglior esterno di difesa del torneo, e Jordan Pickford ha abbassato la saracinesca nelle ultime due uscite. Gareth Southgate confida nell'entusiasmo spensierato di una squadra che ha scoperto, partita dopo partita, la sua stessa forza. Che sa adattarsi al gioco avversario, ed è addirittura letale sui calci piazzati. Questa sera dovrà contrastare quello che - nell'unanimità dei giudizi - è il miglior centrocampo al mondo. Quello croato, reduce però da due battaglie stremanti. Prima con la Danimarca, quindi contro la Russia, la squadra di Dalic è prevalsa solo ai calci di rigore, costretta a giocare 240' in sei giorni. Uno sforzo supplementare che rischia di rallentare le gambe in semifinale. Molto giocatori sono apparsi letteralmente stremati al termine dell'ultima partita, mentre sembra rientrato l'allarme per l'infortunio di Vrsaliko. Impietoso il confronto del minutaggio tra i colleghi-avversari di reparto: sia Dele Alli (238') che Lingard (363') che Henderson (385') sono rimasti in campo molto meno delle due stelle croate, Rakitic (428') e Modric (485'). Più riposata, l'Inghilterra confida anche nella sfrontatezza di una nazionale giovanissima. Trequarti della spedizione in Russia (17 giocatori su 23) non erano neppure nati il 4 luglio 1990, quando la nazionale inglese dell'epoca veniva battuta dalla Germania. Ma dopo aver fermato, meglio umiliato, Messi nella fase a gironi, la Croazia non può temere Harry Kane. A tratti irresistibile per quanto spettacolare, Dalic deve però sperare nel risveglio di Mandzukic: fin qui i nove gol croati sono arrivati da 8 giocatori differenti.