Moggi svela: ''Era già della Juve ma ora non avrei preso Cristiano Ronaldo''

In una lunga intervista al Corriere dello Sport, Moggi svela curiosi aneddoti. Aveva acquistato Cristiano Ronaldo, quando aveva 18 anni, ma ora non avrebbe concluso l'operazione

Conosce il calcio come pochi Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, nonostante la radiazione dal calcio italiano per le note vicende di Calciopoli.

Un Moggi a ruota libera, che in una lunga intervista al Corriere dello Sport, confessa di non riuscire a fare a meno del mondo del calcio: "Ho ancora ancora tanti amici nel mondo del calcio, resto vicino alla mia Juve. Mi sento spesso con il presidente Andrea Agnelli, è un ragazzo sveglio. E' stato con noi 12 anni e ha imparato tutto. Lui lo sa bene che gli scudetti sono 36, tutti conquistati sul campo. Nessuno ha mai aiutato la Juve a vincere".

Su Cristiano Ronaldo, racconta di averci visto lungo svelando questo aneddoto: ''Io Cristiano Ronaldo l'avevo comprato. Aveva 18 anni e giocava nello Sporting di Lisbona. Lo vidi e la mattina dopo firmai il contratto. Cinque miliardi più il nostro Salas, al quale avrei anche regalato un miliardo di buonuscita. Ma poi Salas preferì il River Plate e su Ronaldo arrivò il Manchester United. All'epoca era crisi nera alla Juve. Non avevamo una lira'' ma tuttavia ora non avrebbe concluso questa operazione: ''Come marketing è un'operazione straordinaria. Ma io non avrei mai preso un giocatore di 33 anni a quelle cifre".

Sulla lotta scudetto fa un pronostico a sorpresa: "Lo vince l'Inter alla grande. Conosco poco Spalletti, mi sembra un prete quando parla, ma hanno fatto una gran squadra. Hanno preso un centrale difensivo forte, uno in mezzo al campo che tira la linea, Nainggolan, e un campionissimo là davanti, quel Lautaro Martinez. La Roma ha venduto certezze e comprato speranze. Il problema lì è che si fabbricano eroi in dieci minuti, vedi Kluivert. Il Napoli è da primi posti, ma non vedo come possa vincere".

Una piccola ammissione sul famoso rigore di Ronaldo non fischiato dall'arbitro Ceccarini: ''Iuliano su Ronaldo? Probabilmente era rigore. Ma quell’Inter neanche doveva starci in Serie A. Doveva essere retrocessa per lo scandalo del passaporto di Recoba".

Ribatte con la solita fermezza alle accuse, quando si parla di Calciopoli, nonostante le sentenze di colpevolezza che lo riguardano sia in ambito sportivo che penale: ''Pentito? Mi pento di non aver preso a manate qualcuno. Si devono vergognare tutti. La Juve sarà sempre odiata, ma non ci sarà una seconda Calciopoli. Non ci sono più Telecom, Tronchetti Provera e Montezemolo. E non c’è più Blatter, che ringraziò pubblicamente Montezemolo di aver ritirato il ricorso al Tar contro la sentenza che retrocedeva la Juve".