Mondiale finito e Brasiliani divisi sulla sua reale utilità per il Paese

Mondiale finito e il Brasile si interroga sulla sua utilità sociale

Brasile 2014, occasione per l'economia brasiliana o semplice speculazione?

Il Mondiale in terra carioca ha vissuto il suo ultimo atto domenica, con la vittoria della corazzata teutonica, la quale ha così messo in bacheca il quarto titolo della storia per il calcio tedesco.

Finito lo spettacolo, la società brasiliana si interroga non solo sul disastro della propria nazionale, ma anche su argomenti meno frivoli, come ad esempio l'impatto che l'organizzazione di un evento così importante e mastodontico ha avuto sull'economia nazionale: una panacea per l'economia del Paese, con un milione di persone che hanno potuto godere della possibilità di avere un lavoro o un'immane spreco di risorse statali, in una Nazione che pur essendo una delle nuove potenze emergenti a livello mondiale ha ancora molti problemi da risolvere?

Le opinioni, come avremo modo di appurare tra poco, sono contrastanti. Quel che è certo è che solo i prossimi mesi potranno dare una rispsota definitva in un senso o nell'altro. Da un lato vi sono alcuni, come ad esempio i commercianti di San Paolo, che hanno solo parole positive, affermando di aver fatto grandi affari in questo mesi e, ovviamente, anche durante il Torneo. Oltre al mondo della piccola e media imprenditoria brasiliana, a spendere parole positive sull'impatto del Mondiale sull'economia nazionale sono anche alcuni esperti. Ad esempio, secondo Luis Gonzaga Belluzzo, economista di vaglia, conosciuto non solo in Sudamerica, nel medio periodo la crescita economica del Paese sarà di almeno il 3,5%, il tutto grazie all'organizzazione di uno degli eventi più attesi a livello planetario. Secondo lui questo porterà ad un aumento del tenore di vita di tutta la popolazione brasiliana, specie quella più giovane.

Non tutti, però, la pensano allo stesso modo e tra questi spiccano i quasi centomila abitanti delle favelas di Rio, i quali per non subire le conseguenze dell'inflazione hanno dato vita, dall'ormai lontano 2009 ad una moneta alternativa, denomianta "sampaio". Una abitante delle favelas, ha affermato che il Mondiale, per chi vive nelle sue condizioni, ha significato solo un forte aumento del costo della vita senza nessun vantaggio tangibile. Inoltre molti, mettono l'accento sul fatto che lo Stato, per organizzare questa fase finale, ha sborsato undici miliardi di dollari, causando la reazione rabbiosa di migliaia di cittadini, i quali sono scesi nelle piazze richiedendo una maggior attenzione al miglioramento di servizi essenziali come la scuola, la sanità e i trasporti.
Un altro studioso brasiliano ha poi un'opinione diversa rispetto a quella di Belluzzo. Rafael Alcadipani ha fatto presente che secondo lui :

"Il torneo ha fatto aumentare il Pil di uno 0,5%". Un dato che "Non è molto rispetto ai costi che sono stati sostenuti".

Solo ad Ottobre, in occasione delle presidenziali, capiremo come la pensa la maggior parte dei brasiliani e la Rousseff, che aspira alla rielezione, sa bene che questa dipenderà in gran parte dall'opinione dei brasiliani sull'utilità che organizzare il Mondiale ha avuto per l'economia.