Mondiali: Africa altra occasione mancata, tra liti, combine e premi

Il campionato mondiale dell'Africa si ferma agli ottavi di finale con le sconfitte di Nigeria ed Algeria. Una partecipazione che nel complesso si è fatta notare più per scandali, liti per i premi in denaro non pagati e per presunte "combine", invece che per il gioco ed i risultati, con l'Algeria, ed in parte la squadra di Onazi e Obi Mikel, uniche ad uscire dalla competizione a testa alta

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Erano in cinque le formazioni africane al via del Mondiale 2014; per tre di esse, Camerun. Costa d'Avorio e Ghana, la corsa si è fermata subito nel girone eliminatorio, per altre due, Nigeria ed Algeria, nel turno degli ottavi di finale, rispettivamente contro Francia e Germania. 

Passando entrambe avrebbero potuto dar vita al primo derby africano nei quarti di finale di una competizione mondiale. Oltre alle prodezze sul campo delle squadre del continente nero si è parlato molto anche per altri motivi, quali alcuni scandali, le liti sui premi in denaro promessi e non pagati dalle Federazioni con rischio di ammutinamento da parte dei giocatori, l'espulsione dal ritiro di Muntari e Boateng ed anche per una presunta "combine" che avrebbe coinvolto i giocatori del Camerun. Il continente nero deve dunque ancora una volta rimandare le sue mire riguardo alla fase finale del Mondiale, ed anche se gli esperti continuano a giurare che il futuro è del calcio africano, l'unico passo avanti di questa edizione è stato quello di un tecnico africano, il nigeriano 52enne Stephen Keshi, che è approdato per la prima volta al turno degli ottavi, guidando la formazione del proprio paese; Keshi, come Prandelli e Zaccheroni ed altri tecnici, si è dimesso dalla sua carica e si dichiara pronto per altre avventure, la prossima probabilmente in Sudafrica. Per il continente africano restano quindi in bella mostra i risultati precedenti, come nel 2010, quando il Ghana arrivò molto vicino a qualificarsi per le semifinali, oppure la grande cavalcata del Camerun di Roger Milla all'edizione italiana del 1990, od il Senegal capace di arrivare ai quarti di finale nel 2002.

L'Ageria, la migliore delle Africane, ha dovuto arrendersi, non senza lottare, alla Germania di Loew, è l'unico che potrà festeggiare sarà essere Djabou, che segnando una rete alla Germania a tempo scaduto nel secondo supplementare, ha comunque vinto una vettura Porsche che un uomo d'affari, tifoso dell'Algeria, aveva promesso a chi avesse saputo segnare un goal ai Tedeschi. La formazione nordafricana ha comunque dimostrato di avere nel suo gruppo dei giovani talenti ben plasmati dal CT bosniaco Vahid Halihodzic. Nel caso di passaggio del turno l'Algeria si sarebbe trovata di fronte la Francia, proprio nel giorno della festa dell'indipendenza, e qualcuno ha quindi insinuato il caldo tifo francese per il "nemico" tedesco. Anche Halihodzic lascerà la nazionale algerina, come del resto aveva già annunciato prima dell'inizio del Mondiale.

Per quanto riguarda i rimborsi, sia la Nigeria, che il Ghana ed il Camerun, hanno fatto registrare molti litigi, pur di ricevere il premio in contanti, mentre ad esempio i giocatori greci hanno rinunciato ai loro premi, vista la generale situazione critica del loro Paese, devolvendo la cifra per la costruzione di un centro di allenamento. Per quanto riguarda il Camerun, che ha fatto un en-plein negativo con tre sconfitte su altrettante partite, la Federazione ha anche aperto una indagine dopo la sconfitta con la Croazia, che sembra sia stata decisa a tavolino con 4 reti " vendute" alla nazionale balcanica, Ipotesi subito rigettata dall'ex portiere Bell, il quale ha dichiarato che la nazionale del Camerun, è stata semplicemente disastrosa.

Alla Costa d'Avorio non sono bastati Gervinho e Drogba per passare il turno, e si sono registrate le accuse contro gli arbitri di Yaya Tourè. Il centrocampista del Manchester City ha accusato i direttori di gara di essere contro di loro, e che a nessuno è importato della cosa, proprio perché rappresentano una nazione africana. Secondo Yaya Tourè si è verificato un grande scandalo, anche se il centrocampista del City, proabilmente, per giustificare il mancato accesso di una Nazionale piena di qualità come la sua, avrebbe dovuto anche riflettere sui ciclici errori di concentrazione del suo undici.