Montella dribbla il closing: «Non penso al futuro»

Il tecnico isola il Milan dai problemi societari: «Parleremo di mercato solo dopo la supercoppa...»

Chi volesse conoscere l'improbabile segreto sull'eterna giovinezza dovrebbe fissare un appuntamento con Vincenzo Montella e intrattenere con lui una divertente discussione. Perché questo signore dal viso di bambino cresciuto è riuscito a sorridere, a restare secondo con un Milan da mezza classifica, a fare meglio di Mihajlovic (più 6 in classifica) e di Inzaghi (più 8), a soddisfare le esigenze stilistiche di Silvio Berlusconi, senza invecchiare di colpo come capitò a qualche suo predecessore. «Il segreto è che non mi pongo molte domande, se me le fossi poste, sarei invecchiato anch'io. Pensare al futuro è tempo sprecato»: è la sua filosofia di vita applicata alla particolare condizione del Milan chiamato a inseguire nei prossimi 20 giorni una striscia di sfide (con Roma e Atalanta in campionato e con la Juve in supercoppa) che potrebbero certificarne la rinascita completa.

Inutile nasconderlo: il maggior merito del giovane-vecchio Montella è stato quello, col contributo di Galliani, di Maiorino e di una struttura tecnica di primissima qualità, di isolare il gruppo squadra dai tormenti relativi alla cessione del club. E di ricavarne nel frattempo un rendimento inatteso. «Piacerebbe anche a me sapere cosa succederà nel prossimo mercato ma con Galliani abbiamo deciso di affrontare l'argomento il giorno dopo la Juve», l'altra risposta di Vincenzo che è un inno alla diplomazia visto che il fondo cinese non sarà in sella per gennaio e allora bisognerà fare di necessità virtù mentre Mirabelli, il ds prenotato da Fassone per il futuro, viene dato in arrivo al derby di Roma, dicono per assistere agli strappi di Keità.

«Col Crotone è una sfida insidiosa, per un posto in Champions dovremo fare i conti con la Lazio ma non dimentico l'Inter», l'ultima chiosa di Montella che ha assistito con qualche invidia ai fuochi d'artificio del mercato interista estivo e adesso può godersi con orgoglio il chilometrico distacco. Pensando alla Roma, Montella ha scelto di lasciare a casa Bacca, in panchina Kucka (diffidato) e di riprovare con Sosa a centrocampo.