"Montella, Gigio e la Borsa le basi del nuovo Milan"

L'ad Fassone spiega le strategie: "Punteremo anche sullo stadio. Ecco come batteremo lo scetticismo"

Milano - Ha parlato per un'ora coprendo i silenzi inquietanti del presidente Yonghong Li. È stato convincente e rassicurante sul futuro del Milan, ha fissato tre-quattro obiettivi non impossibili da raggiungere sorvolando sulla strategia dell'azionista per ripagare i finanziamenti ricevuti. Su quelli del Milan è stato invece trasparente: «Ieri (giovedì 13 aprile, ndr) ho rimborsato tutti i debiti in capo al club con le banche italiane, il livello d'indebitamento attuale è veramente irrisorio». Alla fine Marco Fassone, il ceo del nuovo Milan cinese, ha superato il suo primo esame senza ricorrere a promesse fantasmagoriche, anzi disegnando l'innovativo progetto per lo sbarco sui mercati orientali. «Dobbiamo costruire un Milan competitivo e molto ambizioso» la generica missione precisata subito dopo. «Nel 2018 dovremo entrare nella Champions che riserva quattro posti al calcio italiano», il codicillo che sa di sano realismo. Consapevole dello scetticismo che ha inseguito e circonda tuttora Yonghong Li ha promesso di sconfiggerlo «con i fatti». Che sono dietro l'angolo.

La prima pietra è Montella

«Vincenzo riscuote la nostra stima e il nostro apprezzamento. Quando venne scelto in estate da Berlusconi e Galliani ebbe il nostro sostegno, non abbiamo dubbi» l'endorsment di Fassone che ha ricacciato indietro l'ombra di Mancini («gli auguro di trovare presto una squadra»). Con il consenso del tecnico sarà costruita la squadra che è il primo pilastro della costruzione cinese. «Abbiamo a disposizione un budget importante per rafforzare una squadra già piena di talento e prospettive. Pensiamo a 2-3 profili di grandi giocatori per ottenere il mix indispensabile per il successo»: la formula generica da riempire con qualche nome di prestigio. Con la prima pietra c'è anche la colonna del futuro, Gigio Donnarumma: «Faremo di tutto per risolvere il nodo del contratto in tempi brevissimi». Con il portiere seguito da De Sciglio e Suso, c'è anche Deulofeu nel mirino: «Ha un talento enorme». E dietro la generazione Donnarumma, c'è già pronta un'altra cantera. «Galliani mi ha riferito che i ragazzi classe 2004 hanno vinto tutte le partite del loro campionato» il dettaglio fornito per ricordare che il settore giovanile di Milanello non ha smesso di sfornare potenziali campioni.

Stadio, borsa e Cina

Sono le tre strade da battere per rimpolpare i profitti e dare la scalata alla classifica. «La Champions fino agli ottavi da sola garantisce un incasso da 50 milioni» il dato fornito. La quotazione, probabilmente alle borse asiatiche, «è un'ipotesi allo studio, dove non so» il secondo indizio. Prima di arrivare allo snodo dello stadio. «I club che dispongono dell'impianto di proprietà come Juve, Bayern e Arsenal nel giro di un anno hanno raddoppiato i ricavi», la riflessione: di qui la necessità di discutere subito con Comune, Regione e «l'altra società di Milano», la pittoresca definizione dell'Inter, per giungere a soluzione «in un arco sufficiente di tempo». Ma il progetto più attraente di tutti è quello dello sbarco in Cina: «Lo faremo con una società tutta cinese, guidata da manager cinesi, deputata a sviluppare il nostro marchio. E proveremo anche a lanciare l'organizzazione dei campionati minori attualmente inesistente», la notizia più interessante e che trae origine dalla visita effettuata in Cina qualche mese prima. «Con i miei occhi ho visto che presso la generazione dai 30 anni in su il Milan gode di una incredibile fama: quello dev'essere il nostro mercato. Gli altri club europei non hanno sfondato perché non hanno puntato su manager locali», la spiegazione.

Bandiere vecchie e nuove

Subito dopo il derby ci sarà l'incontro con Franco Baresi e Filippo Galli, cui seguirà la scelta di un milanista doc. Albertini non ha smesso di candidarsi: «Fassone ha il mio numero di telefono», ha fatto sapere.

Voto per Galliani

A Galliani ha promesso sostegno politico per l'eventuale presidenza di lega che l'ex ad rossonero però continua a non considerare gradita. «Avrà il mio appoggio», la promessa di Fassone favorevole all'idea di una lega guidata da un ad.

Il derby

Oggi comincia l'avventura e sarà un debutto da brividi. Perché c'è subito il derby a misurare il nuovo Milan che è tutto figlio della società appena uscita di scena. «Ho chiuso la mia esperienza in occasione di Inter-Milan e riprendo con Inter-Milan: anche questa è una curiosa coincidenza. Non faccio pronostici e garantisco che non sono capace di esultare come Galliani», la battuta prima di recarsi a Milanello per il primo incontro ufficiale con Montella e la squadra.