Montezemolo cerca alleati contro Ecclestone e Todt

nostro inviato a Maranello

Entra. Saluta. Si siede al centro dell'immensa tavola che raccoglie tutta la stampa italiana, simbolo, per lui, del poco bene e il troppo male che si è scritto sulla Ferrari. Al centro una monoposto rossa. Sulla parete dietro lui, lui Luca di Montezemolo, un'altra Rossa appesa come le attese dei tifosi. Lui Montezemolo scorre gli occhi veloci sulle facce della gente e poi si ferma, «eccovi là, seduti vicini, voi che siete tanto preoccupati della Ferrari che non ha più potere…». C'è da spiegare subito un mondiale disastroso però il presidente della Rossa, «eccovi là…» è il suo incipit. Ce l'ha con noi del Giornale e con loro di Repubblica, quotidiani opposti che stavolta si sono attratti sul tema del Cavallino preso a ceffoni dal governo della F1. Cioè da Ecclestone. Cioè da Todt. «Ne parleremo stasera…».
Per la verità, poco. Si ripeteranno invece le solite cose sui mali della stagione appena terminata, sull'«auto partita bene e pensata per un certo tipo di gomme ma poi…». Sul bisogno «di attrarre il pubblico, i giovani perché è una F1 troppo complicata e le regole 2014 sul consumo dei motori turbo peggioreranno questa situazione, saranno gare da taxisti, i migliori al mondo nel risparmiare carburante». Si parlerà dei dati dell'audience tv perché «prendo atto che lo scorso anno, in alcuni Gp, la Rai da sola faceva più di Rai e Sky adesso insieme…». Si parlerà parecchio, e questo in fondo è comprensibile, ma fa anche tenerezza, degli unici trionfi, quelli nel mondiale Gt. E si parlerà del nuovo nome della Rossa 2014 che «verrà scelto sui nostri social dai tifosi» e della successione di Ecclestone perché «prima o poi tutti chiudono un capitolo, è accaduto anche a Walt Disney, ma la Disney è andata avanti…». Già, i cartoni animati. A pensarci paragone azzeccatissimo. Perché in fondo questa F1 è un cartone dove accadono cose incredibili. Come la storia del doppio punteggio nell'ultimo Gp. «Ho detto a Todt ed Ecclestone che non mi piace, non è sportivo» dirà Montezemolo. «Idea delle tv e dovevano essere 3 i Gp, ma riapriremo la questione» interverrà Domenicali.
Passano i tortellini in brodo, la carnina, ma non il piatto migliore: spiegarci davvero quanto potere abbia la Ferrari e perché non lo usi. Accenni. Come quando puntualizza che il cambio gomme a metà stagione è passato «solo per questioni di sicurezza» e però non spiega perché la Ferrari abbia subìto la farsa del test segreto Mercedes-Pirelli impunito. «Altra questione…». Cresce la sensazione che Maranello, vuoi per il ruolo, vuoi per i nuovi accordi sulla spartizione delle entrate del patto della Concordia, si muova con più imbarazzo. Meglio parlare d'altro allora, della terza auto in F1 o della 24 Ore di Le Mans che «confermo, ci interessa». O del 2014: «Mi permetto di dettarvi il titolo unificato» sorride: «Ferrari costretta a vincere». Per la verità è più o meno quello degli ultimi anni. Lo si intuisce quando il presidente puntella il proprio ottimismo spiegando di essere «fiducioso perché la galleria del vento non andava e ora è all'avanguardia e perché con James Allison direttore tecnico ora ognuno penserà alle proprie aree specifiche. Per una serie di ragioni negli ultimi anni non avevamo un vero direttore tecnico…». Un'ammissione da brividi.
C'è spazio anche per Alonso descritto come «il miglior pilota in gara… se ho avuto paura di perderlo? Ma ‘ndo va? diceva un mio amico…» e per Raikkonen «l'ho trovato rigenerato». C'è anche tempo per una stoccatina a Todt perché «ai tempi avevo delegato molto a lui e non è stata una gran cosa accettare i motori plafonati… Ecco, lì abbiamo perso la possibilità di dire la nostra…». Stoccata sempre a Todt e alla Fia anche per «quei giudici federali in giacca blu con i bottoni dorati che vanno in vacanza in Brasile e poi squalificano Massa per aver tagliato la riga…». E addio 10 milioni di euro e il secondo posto nella classifica costruttori.
Già, a proposito, e il potere della Ferrari? Montezemolo la gira sul diritto di veto che è altra cosa: «va usato per le questioni importanti, mica per le sciocchezze, per 4 punti in più…». Però vallo a dire ai tifosi. «La verità è che, McLaren esclusa, la Ferrari non ha più alleati forti. E anche per questo a gennaio organizzerò un vertice di tutti i team qui da noi». Forse è voglia di rialzarsi. Non solo in pista.