Morte ultrà, tifosi del Napoli: "Non ci siamo accorti di averlo investito"

Sono diventati nove i tifosi del Napoli indagati per la morte di Daniele Belardinelli negli scontri che hanno preceduto la partita contro l'Inter. Interrogati dalla Digos, si sono difesi così: "È vero, eravamo lì, ma non ci siamo accorti di averlo investito"

La missione a Napoli degli agenti della Digos di Milano ha avuto successo. "È vero, eravamo in mezzo agli scontri di via Novara. Ma non abbiamo investito il tifoso interista. E se è successo, non ce ne siamo accorti". È la confessione di quattro dei nove ultras napoletani (tra cui un 16enne) indagati per l'omicidio di Daniele Belardinelli, il tifoso del Varese travolto e ucciso da un'automobile durante gli scontri di via Novara, a Milano, dello scorso 26 dicembre, poche ore prima della partita di campionato tra Inter e Napoli. Infatti, secondo gli inquirenti, sarebbe sarebbe stata una Volvo V40 di proprietà di uno di loro a investire Belardinelli.

Di ritorno dalla trasferta, l'auto è stata lavata. Per quale motivo? Secondo Emilio Coppola, l'avvocato dei tifosi indagati, è stato fatto "per riconsegnarla pulita. La usa il padre di uno dei miei clienti: mi sembra normale lavarla prima di riconsegnarla. Non è stato un gesto fatto per nascondere qualcosa". Versione che non convince i pm di Milano, convinti che sia stata proprio la Volvo a investire l'ultrà del Varese. Con lei un'altra macchina, anch'essa targata Napoli e già rintracciata dai pm insieme ai legittimi proprietari, tutti iscritti nel registro degli indagati. Il riconoscimento è stato possibile incrociando le immagini delle telecamere di videosorveglianza con la testimonianza del "rosso" Marco Piovella, il capo ultrà nerazzurro presente agli scontri e arrestato con altri tre tifosi. Tra di loro Luca Da Ros, il 21enne "pentito" a cui sabato il gip di Milano, Mario Salvini, ha concesso gli arresti domiciliari.

Da Ros, oggetto di ripetute minacce sui social e a casa, nell'ultimo interrogatorio prima di essere rilanciato ha fatto altri otto nomi di ultras dell'Inter che avrebbero partecipato all'assalto ai tifosi napoletani, tra cui certi "Spiny" e "Willy". Assistito dall'avvocato Alberto Tucci, lo studente di sociologia ha ricostruito le fasi più concitate dell'aggressione, parlando anche di quanto avvenuto dopo l'incidente che nella notte avrebbe causato la morte di Belardinelli. "Dede (Belardinelli, nda) è stato caricato su un'auto grigia, forse una Golf, che lo ha accompagnato in ospedale". Frasi - riportate oggi dal Corriere della Sera - che potrebbero essere di supporto alle indagini, dato che sulla macchina potrebbero ancora esserci tracce di sangue, come sulla seconda automobile che avrebbe investito Belardinelli.