Morto un altro ciclista belga per un infarto mentre correva

Pier Augusto StagiÈ come se ci fosse una congiunzione astrale che gioca contro il Belgio e i belgi. Un popolo a cui non va più dritto niente. È un momento così, molto delicato e brutto. Dagli attentati di Bruxelles, alla morte di due ragazzi ciclisti, uno dopo l'altro. Prima Antoine Demoitié, 25 anni, morto domenica scorsa in seguito ad una caduta alla Gand-Wevelgem e brutalmente falciato da una moto del seguito. Ieri, a notte fonda, la notizia di un altro ragazzo ciclista, questa volta di soli 22 anni, Daan Myngheer, corridore della Roubaix Lille Metropole, che si è spento all'ospedale di Ajaccio dopo essere stato colpito da un attacco cardiaco sabato mattina, durante la prima tappa del Criterium International. Daan avrebbe compiuto 23 anni venerdì prossimo, il 1° aprile, ed era stato campione nazionale belga nel 2011 tra gli juniores, poi campione delle Fiandre Occidentali tanto tra gli Junior (ragazzi di 17-18 anni) quanto tra gli Under 23. Lo scorso anno il salto di categoria tra le Continental terza divisione - con la Verandas Willems e nello scorso inverno l'approdo alla Roubaix Lille Metropole.Due morti, uno di fila all'altro, che nulla hanno a che vedere tra loro, ma che invitano in ogni caso a una riflessione. Se il povero Demoitié è morto in seguito a caduta perché travolto da una moto dell'organizzazione e di conseguenza è bene intervenire quanto prima sul numero dei mezzi al seguito delle corse visto il proliferare degli incidenti più o meno gravi negli ultimi due anni, un discorso a parte va fatto per la morte dello sfortunatissimo Daan Myngheer. In attesa di conoscere dall'autopsia le ragioni di questa prematura morte, non è un mistero che in Italia, come siamo bravi e attenti a organizzare in tutta sicurezza le corse, non meno scrupolosi siamo nella prevenzione, soprattutto quando si parla d'idoneità sportiva. Vi ricordate la vicenda legata all'ex giocatore dell'Inter Nwankwo Kanu? Solo quando arrivò da noi fu diagnosticata al nigeriano una malformazione cardiaca. Per l'Ajax, da dove proveniva il giocatore, era tutto ok. Non è detto che il povero ragazzo belga abbia avuto un problema analogo. Non è stato ancora provato nulla, ma conoscendo come si lavora fuori dai nostri confini, la cosa non è da escludere.