Morto Eugenio Bersellini, sergente di ferro dell'Inter

L'ex allenatore Eugenio Bersellini aveva 81 anni. Guidò i nerazzurri al 12° scudetto. In Serie A allenò anche Torino, Sampdoria e Fiorentina

L'Inter piange la scomparsa di Eugenio Bersellini, suo allenatore nella stagione 1979-80, quella del dodicesimo scudetto. Si è spento, a Prato, all'età di 81 anni. Con i nerazzurri, che guidò a cavallo tra gli anni '70 e '80, conquistò anche due Coppa Italia. Nato a Borgo Val di Taro (Parma) nel 1936, dopo tredici anni di calcio giocato con le maglie di Brescia, Monza, Pro Patria e Lecce, nel 1968 iniziò ad allenare sedendosi sulla panchina del Lecce, in Serie C. Poi salì in serie B, guidando il Como, e debuttò in Serie A con il Cesena, nel 1973. Due anni alla Sampdoria e poi il passaggio all'Inter, chiamato dal presidente Ivanoe Fraizzoli, che con lui conquistò il 12° scudetto, grazie ad Oriali, Bordon, Beccalosi, Altobelli e tanti altri. Dopo la vittoria del campionato mise le mani avanti: "Questo anno abbiamo vinto lo scudetto, d'accordo, però giocavamo meglio dodici mesi fa, quando l'inesperienza finiva sempre col fregarci…". La sua massima era "lavorare, lavorare, lavorare". Lo ripeteva sempre ai suoi ragazzi. Anche se qualcuno lo prendeva in giro: "Ma così i tuoi giocatori li ammazzi"

Dopo i successi con l'Inter Bersellini guidò il Torino e la Sampdoria, vincendo coi blucerchiati un'altra Coppa Italia. Poi le panchine di Fiorentina, Avellino e Ascoli. E il ritorno nelle serie minori, dalla B alla C. Negli ultimi anni si tolse anche lo sfizio di allenare all'estero, in Libia, tra nazionale e due squadre di club, vincendo anche il campionato con uno dei figli di Gheddafi in campo. Qualcuno scrisse che, in quel caso, il sergente di ferro aveva messo in riga persino il figlio del Colonnello.

La voglia di calcio non gli passò mai. Nel 2006 un amico gli chiese di salvare una squadra di Serie D, la Lavagnese. Lui la risollevò portandola ai playout, e chiuse con una miracolosa vittoria contro la Narnese per 5-1 dopo la gara di andata persa 2-0. Il suo ultimo incarico, l'anno successivo, con il Sestri Levante nel 2007 (Serie D), come direttore sportivo.

Qualcuno diceva che faceva giocare le sue squadre in modo vecchio, all'italiana (difesa e contropiede). Un giorno però lui rivendicò la primogenitura di un modulo che era diventato di moda: "Il rombo l'ho inventato io. L'ho utilizzato da quando ho iniziato ad allenare e la mia Inter dello scudetto giocava così".

Commenti

Ernestinho

Dom, 17/09/2017 - 14:10

Era una persona schietta e simpatica. Peccato che ci abbia lasciato!

Massimo25

Dom, 17/09/2017 - 17:40

Eugenio grazie per tutto.Tutta la famiglia dell'Inter di ringrazia