Moscon: "Un tricolore per spingere Froome"

Il ciclista trentino pronto per il Tour: "Con la maglia posso dare il doppio al mio capitano"

Boario Terme - Considera Nibali un genio assoluto del ciclismo, per la sua imprevedibilità e per come interpreta le corse, ma lui è uno dei fedelissimi di Chris Froome che, in quanto a talento, non è secondo a nessuno, anzi.

Gianni Moscon, 24 anni, trentino di Livo, una maglia tricolore ce l'ha già, quella della crono conquistata un anno fa, ma sogna di poter andare in Francia con quella che sarà messa in palio oggi sul circuito di Boario Terme (233 km).

«L'ho visto oggi (ieri per chi legge, ndr) per la prima volta ci spiega il trentino del Team Sky -. È un percorso sicuramente più duro e selettivo rispetto a quello del 2016 e vinto da Giacomo Nizzolo su Brambilla e Pozzato. Io chiusi al 5° posto, ma questo tracciato mi sembra sulla carta più duro e selettivo, anche se i passisti veloci come Colbrelli, Ulissi, Viviani, Trentin o Giovanni Visconti (già tre maglie tricolori per lui, ndr), mi sembrano più avvantaggiati rispetto a corridori come me, Caruso o lo stesso Nibali (due tricolori in carriera, ndr), che in ogni caso è capace di qualsiasi cosa».

Moscon correrà la prova tricolore con tre compagni di squadra al proprio fianco: Salvatore Puccio, Diego Rosa e Leonardo Basso. «Io sto bene, e non potrebbe essere altrimenti perché il Tour è ormai alle porte (partenza dalla Vandea sabato prossimo, ndr). Sono tirato come non mai. Peso 70 kg scarsi, alla Vuelta di un anno fa ero 71 kg: non sono mai stato così leggero da quando corro in bici. Per una buona forchetta quale sono, stare lontano dalle torte è impresa ardua, quanto scalare il Galibier».

Eppure ha fame Gianni Moscon, uno dei corridori più interessanti della nuova generazione azzurra. «La primavera non è stata per me felicissima ci confida -, speravo di andare molto meglio, ma ora c'è una seconda parte di stagione altrettanto importante. Prima c'è da guidare Chris (Froome, ndr) sul gradino più alto del podio al Tour e poi, sperando di uscire bene dalle strade di Francia, chiedo a me stesso un bel finale di stagione».

E alla domanda se per lui il bis di Chris Froome è possibile, Gianni non ha dubbi. «Ripetersi non è mai facile, però Chris ha dimostrato in questi anni di avere tutto per poter tentare cose che ormai sembrano ai più impossibili. Se la giocherà anche questa volta, ma sarà tutt'altro che una passeggiata: ci sarà da soffrire».

Intanto Moscon è qui a Boario e andrà al Tour leggero come non mai, anche a livello mentale. La querelle con Sebastian Reichenbach, che lo aveva accusato di averlo fatto cadere volontariamente alla Tre Valli Varesine dello scorso anno, si è chiusa definitivamente in suo favore. «La Commissione Disciplinare dell'Uci mi ha dato ragione e di questo sono felice aggiunge -. Non ho mai avuto dubbi sull'esito di questa vicenda, ma fin quando non viene posta la parola fine... Piccoli tarli che ronzano nella testa e che alla fine disturbano. Adesso, invece, ho la mente sgombra e voglio solo pensare ad una maglia tricolore da portare in Francia. Ne andrei fiero. Il mondiale? Bisogna meritarsi la convocazione, se ci riuscirò sarà per me un onore vestire l'azzurro a Innsbruck. Insomma, da adesso in poi ho solo sogni da inseguire e realizzare». Sogni dai mille colori.