Motoecatombe, Valentino ci spera

Dopo Lorenzo, cade pure Pedrosa: piccola frattura alla spalla. Rossi torna in prima fila: "Vorrei il sole"

Un girotondo infernale con eliminazioni eccellenti a ogni ritornello. Così il Sachsenring sta trasformando la MotoGp in un weekend che potrebbe rivelarsi cruciale per le sorti del mondiale. Dopo Jorge Lorenzo ieri è toccato a Dani Pedrosa “assaggiare” l'asfalto del circuito tedesco. Un volo carpiato, un “highside“, ha spedito Camomillo all'ospedale, tradito da quel circuito dove ha vinto 6 volte, le ultime 3 di fila. Proprio negli stessi minuti in cui Lorenzo, il grande rivale per il titolo iridato, tornava sotto i ferri a Barcellona per sistemare la placca sinistra rovinata venerdì pomeriggio dopo una rovinosa caduta proprio sulla clavicola già fratturata ad Assen quindici giorni fa. Il maiorchino subito dopo l'operazione ha cinguettato: «Ci vediamo presto». Cioè a Indianapolis perché probabilmente oltre al Sachsenring salterà anche Laguna Seca, settimana prossima.
In due giorni la pista tedesca ha ribaltato il mondiale. Perché dopo il ko di Lorenzo da brividi è stato anche il volo di Pedrosa nel terzo turno di libere alla curva numero uno. L'Honda ha scalciato lo spagnolo dalla sella proiettandolo a tre metri di altezza e facendolo ricadere pesantemente a terra. Come per Lorenzo sulla spalla sinistra. Il leader del mondiale è stato subito trasportato alla clinica mobile. E da lì trasferito in elicottero all'ospedale di Chemnitz perché vittima di una sindrome vagale duratura: un calo di pressione e dei battiti cardiaci. La Tac ha escluso qualsiasi complicazione a livello neurologico. Confermata “solamente” una piccola frattura alla spalla sinistra che non necessita però di un'operazione.
Pedrosa è rientrato al circuito dolorante e, prima di chiudersi nel motorhome, ha provato a farsi coraggio: «Sto così, così, anche se va un po' meglio», ha detto abbozzando anche un sorriso. Comunque non abbastanza per prendere parte alle qualifiche. Alle quali non ha partecipato nemmeno Andrea Iannone per la lussazione alla spalla destra, subito ridotta dal dottor Costa, rimediata nel quarto e ultimo turno di libere: «In gara voglio comunque esserci». Lo pensa anche Pedrosa, ma determinante sarà il via libera dei medici nel consulto di oggi. Se dovesse arrivare lo spagnolo partirebbe dalla dodicesima casella in griglia.
Davanti a tutti, nel Gp di Germania, oggi scatterà invece il compagno di squadra Marc Marquez che ha fatto registrare il miglior tempo davanti a Cal Crutchlow e a Valentino Rossi. Per il resto una delusione per l'idolo di casa Stefan Bradl che cade (anche lui!) e chiude quarto dopo il miglior tempo con la prima gomma morbida. Una sorpresa il quinto posto di Aleix Espargaro con l'Art. E una conferma: lo sprofondo rosso della Ducati.
Chi fa festa, invece, è il Dottore che torna in prima fila dopo quasi tre anni, non ci riusciva da Estoril 2010. E conferma la ritrovata fiducia dopo il successo di Assen. Mentre gli altri cadono Vale sembra sul punto di spiccare il volo per inserirsi nella lotta al vertice. «Sono molto contento perché torno in prima fila e perché siamo molto vicini ai primi. Abbiamo centrato l'obiettivo». Poi il pensiero corre subito alla gara: «Abbiamo un buon passo, anche se caliamo un po' nella seconda parte di gara. Marquez sembra essere più costante, ma abbiamo in mente qualcosa per migliorare». Tradotto il Dottore ha nel taschino la medicina giusta: «Basta che ci sia il sole». Non ci crede molto Crutchlow secondo dopo due cadute: «Mi sento debole», il suo bollettino medico. Sano come un pesce, invece, Marquez, su una pista che ha tradito i big ed è stata bocciata da Dovizioso «non è adatta alla MotoGp», e fa lo spavaldo: «Siamo a posto». Con Lorenzo davanti alla tv e Pedrosa in dubbio, il vecchio (Rossi), il giovane (Crutchlow) e il bambino (Marquez), nel senso di militanza nella classe regina, oggi si giocano la vittoria e il ruolo di terzo incomodo nella corsa al titolo mondiale, che si sta trasformando in una gara a eliminazione.