«Motor» tra Gallery e Show in comune c'è la passione

L'Emilia Romagna torna in prima linea. La missione: rilanciare gli eventi sull'automotive

Piero Evangelisti

A dicembre torna il Motor Show di Bologna e forse l'«anno zero» dei Saloni dell'auto è ormai alle spalle. Mentre le grandi rassegne, come il «Mondial» di Parigi, devono fare i conti con importanti assenze e ripensano in continuazione all'aggiornamento del format, in Italia, privata ormai da tempo di un autentico evento internazionale, sta prendendo forma una rete di eventi dedicati alle due e alle quattro ruote che si stende ormai su tutta la Penisola. Salone, fiera, esposizione oppure mostra, poco importa come vengono definite, ma devono tutte il loro crescente successo di pubblico alla passione che auto e moto sanno ancora catalizzare.

Quella passione che in Italia scorre prima che in ogni altro luogo lungo la via Emilia, poco più di 200 chilometri che attraversano la Motor Valley, una «Terra di Hp», come cominciò a essere chiamata negli Anni Sessanta, costellata di eccellenze motoristiche: da Ferrari e Maserati a Lamborghini e Ducati, dalle stratosferiche Pagani, che nascono a San Cesario sul Panaro, ai potenti diesel della Vm di Cento che rombano anche sotto i cofani dei bolidi con il Tridente, e intorno studi di ingegneria meccanica e una galassia di produttori di componentistica di altissimo livello.

Qui la passione è forte, al punto che permette di passare sopra anche all'eterna rivalità che separa Bologna e Modena. Messi da parte tortellini, mortadella e Secchia Rapita, sui quali è impossibile trovare un accordo, le due città stanno scoprendo importanti sinergie a livello fieristico, come quella nata recentemente tra Modena Motor Gallery, che si è svolta lo scorso weekend, e il Motor Show di Bologna, un'intesa di reciproca promozione che ruota intorno alla Motor Valley emiliana. I contenuti dei due eventi escludono qualsiasi concorrenza: l'evento modenese è una mostra-mercato di auto e moto d'epoca in cui la tradizionale passione motoristica si esprime a tutti i livelli, dove si può comperare una vecchia marmitta restaurata o una Lamborghini Miura da centinaia di migliaia di euro. A Bologna, dove il vintage, comunque, non mancherà, si punterà più sul futuro, sulle tecnologie e sullo spettacolo, senza dimenticare le prove di guida per il pubblico.

Il successo registrato da Modena Motor Gallery che, va ricordato, non è certo l'unico evento di questo tipo in Italia, conferma che per entusiasmare e attirare il pubblico non servono investimenti faraonici, ma basta saper stimolare la passione per le due e le quattro ruote. Tanti sono stati i giovani che hanno affollato i padiglioni della Fiera di Modena, una partecipazione che smentisce le profezie che vogliono le nuove generazioni in fuga dall'automobile.