Motor Show all'adrenalina A Bologna la festa dell'auto

Fino a domenica cancelli aperti in Fiera tra anteprime, esibizioni e un padiglione tutto dedicato alla passione

Piero Evangelisti

Da sabato scorso la passione per i motori è tornata a scorrere tra i padiglioni di BolognaFiere. Dopo un anno di pausa, e altri di crisi profonda, il Motor Show ha spalancato il 3 dicembre i suoi cancelli, che rimarranno aperti fino a domenica 11, con l'obiettivo di riportare nella capitale della Motor Valley le centinaia di migliaia di visitatori che per quasi 40 anni, ogni anno, in dicembre, hanno trovato nella kermesse felsinea un momento imperdibile per celebrare l'automobile e tutto ciò che la circonda, dalla tecnologia alle competizioni. Il mercato delle quattro ruote nel nostro Paese è ripartito alla grande, e quest'anno chiuderà a quota 1,83 milioni di immatricolazioni, un dato che, come ha anticipato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor, nella tradizionale conferenza stampa che da decenni precede l'apertura del Motor Show, è destinato a raggiungere e superare l'anno prossimo i 2 milioni di consegne.

Ne hanno preso atto numerosi top manager di Case automobilistiche (non solo quelli dei marchi presenti, che rappresentano il 70% del mercato) nel corso del primo dei tantissimi convegni che animano le giornate della kermesse, un altro dei momenti classici che da sempre danno un contributo alla «cultura» dell'automotive.

Al Motor Show non manca il rombo che sale dalla storica Area 48, quest'anno Motul Arena, che quotidianamente fa da colonna sonora dell'evento, culminando domenica 11 dicembre con le finali del Memorial Bettega, ma ci sono anche tante novità rispetto alle precedenti edizioni, a cominciare dallo spazio riservato nel Padiglione 25 a stupende auto classiche, l'heritage della passione da vivere grazie a musei e collezioni private che presentano la storia dell'automobile attraverso autentici capolavori. Tornano intanto a essere familiari, all'ombra delle torri del Fiera District, parole divenute negli anni di uso comune, come il Quadriportico dove quest'anno troneggia (il verbo non è esagerato perché è alta più di 6 metri), accogliendo il grosso dei visitatori che entra da Piazza della Costituzione, una gigantesca Smart ai piedi della quale debutta in prima mondiale la Smart forfood firmata da Davide Oldani.

Ogni costruttore presente ha scelto la formula più giusta per coinvolgere il pubblico, con prèmière nazionali, come Ignis di Suzuki, o Ford con le sue vetture più muscolose, oppure Toyota che mette a disposizione il nuovissimo Suv C-Hr per una prova nel centro di Bologna. Nei padiglioni che accolgono le auto di serie, si possono poi ammirare tutte le novità che arrivano dai marchi del Gruppo Fca (cattura l'attenzione Maserati Levante), le ultime creazioni di Renault e Dacia, la nuovissima C3 di Citroën, i Suv 3008 e 5008 di Peugeot, le ibride, anche 4Wd, di Mitsubishi e le Amg di Mercedes. Non mancano altri marchi di lusso come Lexus, Infiniti, Bentley, oltre a Pagani e Lamborghini che sono due icone della Motor Valley emiliana. Mozzafiato le esperienze che si possono fare a bordo dei Suv di Land Rover su un percorso off-road realizzato all'interno della Fiera, uno dei tanti disegnati per provare una o più delle 90 vetture messe a disposizione del pubblico. Per chi si allontana dal perimetro della Fiera e per i sempre più numerosi turisti che affollano Bologna, la città, con Motor Show Off, ha riservato fino a domenica scorsa 12 spettacoli fuori programma con altrettante supercar celate in esclusive corti del capoluogo emiliano.