La Mototerapia di Vanni per una giornata da portarsi nel cuore

Il campione di motocross freestyle regalerà emozioni a bimbi malati e ragazzi disabili

di Gabriele Villa

Può una manifestazione già straordinaria aggiungere ancora una marcia in più sulla strada della popolarità e del consenso? Può, specie se la voce s'incrina per l'emozione e gli occhi guardano il mondo, anche il mondo folcloristico, rumoroso e adrenalinico delle moto, con uno sguardo nuovo. Uno sguardo che illumina tutto quanto di una luce abbagliante. La luce della solidarietà e della generosità. E così Rino Drogo, direttore del Motor Show di Bologna, ha in serbo per la prossima edizione della grande kermesse, in calendario dal 2 al 10 dicembre, una giornata importante. Di quelle che si annunciano indimenticabili, quanto amabilmente struggenti. Una giornata in compagnia di quel funambolo della solidarietà e dell'altruismo che è Vanni Oddera, 36 anni, il re del freestyle motocross, che, otto anni fa ha deciso, lui che di salti mozzafiato e acrobatici se ne intende, di fare forse il salto che ognuno di noi dovrebbe fare per sentirsi meglio, un salto nel mondo sommerso dei ragazzi con disabilità e dei bambini ricoverati nei reparti di oncologia.

Per accendere il loro sorriso, per regalare loro l'emozione di una galoppata in sella alla motocicletta, sulla sua stessa sella. Con lui a fare da rassicurante pilota di un'insolita avventura. «È un onore per la grande famiglia del Motor Show . afferma Drogo - avere la possibilità di portare Vanni e la sua Mototerapia a Bologna. Essere dalla parte dei più sfortunati, di chi la moto la può solo sognare, di chi è costretto su una sedie a rotelle a vivere in un mondo di restrizioni e di difficoltà, è un obbligo morale per chi, come noi, vuole che la passione motoristica, più schietta e pulita, possa portare messaggi importanti come questo, sulle strade del mondo. Vogliamo fortemente che quella giornata sia per i ragazzi che saranno coinvolti da Vanni, e per tutti i frequentatori del Motor Show, una giornata realmente fuori dall'ordinario. Una giornata da portarsi nel cuore, tornando a casa».

E di cuore, di grande cuore, parla, ed è un piacere contagioso stare ad ascoltarlo, Vanni Oddera, quando tiene a sottolineare che «al Motor Show, lo scorso anno, ho incontrato gente meravigliosa, persone buone, che potranno contribuire realmente a far decollare la Mototerapia, perché una vetrina mondiale come il Motor Show può innescare un ritorno emozionale di grande rilievo, dando nuovo impulso, nuovo gas, al motore della solidarietà».

Vanni spunta da un paesino arroccato sull'Appennino ligure, tra Genova e Savona: Pontinvrea. Pensate che a sette anni fece già strilli e strepiti per avere la sua prima moto con due ruote tassellate per andare nei boschi, per spiccare il volo e, come dice lui, per volare sopra tutti. C'è riuscito a spiccare il volo, a diventare, oltre che un fuoriclasse anche un stuntman d'eccezione. C'è riuscito nonostante gli venne diagnosticata la patologia Situs Viscerum Inversus. Sì, Vanni è nato con gli organi invertiti e il suo cuore posizionato a destra, gli avrebbe procurato, a detta dei medici, non pochi problemi. Avrebbe dovuto accontentarsi di una vita senza eccessi né fatiche. L'esatto contrario di quella vita spericolata che ha vissuto e sta vivendo. Quella vita che gli è cambiata ulteriormente quando gli è scattata la scintilla della solidarietà e del volontariato che ha contagiato tutto il gruppo, oltre mille scatenatissimi, che in tutta Italia lo sostengono e sostengono i suoi progetti, raccordati e diffusi dal blogger Motoretto, suo grande amico. «Credimi, diamo per scontate tante cose, senza renderci conto di quanto sia importante esser nati sani, avere la salute, per essere liberi. In fondo c'è del buono in ciascuno di noi. Dobbiamo solo allargare il cuore e aprire piccole finestre nel cervello. Tutti dovremmo investire un po' del nostro tempo, senza fare i salti mortali, per rubare il tempo alla malattia di quei bambini. Che mi ripagano con frasi come questa: Che bello, Vanni, sentire il vento sulla faccia anche quando il vento non c'è».