Mourinho da record: 60 milioni di buonuscita tra Chelsea e Man Utd

Fare l'allenatore è sempre meglio che lavorare. Lo sa bene José Mourinho che, dopo l'esonero dal Man Utd, ha incassato 22 milioni di euro di buonuscita. Che, sommati ai 35 ricevuti in due occasioni dal Chelsea, fanno quasi 60 milioni

L'Inghilterra fa ricco José Mourinho. Anche senza bisogno di lavorare. Sport Mediaset racconta che lo Special One, dopo l'esonero dello scorso 18 dicembre deciso dalla dirigenza del Manchester United, ha ricevuto dai Red Devils una buonuscita di 19,6 milioni di sterline, circa 22 milioni di euro. Una bella cifra con la quale l'ex allenatore, tra le altre, di Inter e Real Madrid potrà guardare al futuro con più serenità senza l'urgenza di trovare una panchina subito e a tutti i costi. Eppure, già in passato, e sempre in Premier League, il tecnico portoghese aveva ricevuto un tfr di tutto rispetto. Era successo nel 2007 e nel 2015 e in entrambi i casi, a disporre il bonifico, era stato Roman Abramovich. In due "tranche", il presidente del Chelsea aveva accreditato sul conto corrente dello Special One qualcosa come 23,1 e 8,3 milioni di sterline. Che, al cambio, fanno circa 35 milioni di euro. Sommati ai 22 dell'ultima buonuscita fanno quasi 60 milioni. Davvero niente male.

Ma perché un tecnico dovrebbe essere pagato senza lavorare? Nel mondo del calcio funziona così. Club e allenatore firmano un contratto di una certa durata. Se il rapporto di lavoro viene interrotto unilateralmente dalla società con l'esonero, le parti si possono mettere d'accordo per il versamento in una soluzione unica e "scontata" dell'ingaggio previsto sino a fine contratto. Esattamente quanto successo a José Mourinho, che da quando è stato cacciato dal Manchester United e sostituito da Ole Gunnar Solskjær è stato accostato alle panchine di mezzo mondo, dal Real Madrid alla nazionale del Portogallo. "Non ho fretta di tornare", avverte lo Special One. Come biasimarlo?

Commenti

dagoleo

Ven, 15/02/2019 - 13:27

C'ha i soldi per farsi una vacanza a Riccione, insomma.