Nadal ci riprova. Ma occhio a Federer e... alla moglie

Fra i due è la sfida n°37. Roger cerca il tris 2017, la consorte pizzicata a fischiare contro Kyrgios

Sergio Arcobelli

Federer e Nadal, capitolo trentasette di una storia infinita. Una storia che ebbe inizio proprio a Miami, nel lontano 2004, quando un 17enne mancino di belle speranze si sbarazzava 6-3 6-3 al 3° turno di un giovane elvetico allora numero uno del mondo. Nessuno poteva immaginarsi che quel match sarebbe stato l'inizio di un'epopea di sfide indimenticabili. Tredici anni dopo i due gotha del tennis si rincontreranno di nuovo. In un'altra finale, come all'Australian Open. Se non è questo il destino...

Quella di stasera (diretta su Sky Sport 2 alle 19) è la terza sfida dell'anno tra lo spagnolo e lo svizzero, quest'ultimo capace di imporsi in entrambe le occasioni (a Melbourne appunto e agli ottavi di Indian Wells). Sarà di certo un incontro al cardiopalma: da un lato, Federer vuole infilare il tris di vittorie dopo Australian Open e Indian Wells, dall'altro Nadal, ancora con il dente avvelenato dopo la sconfitta al quinto set nella Rod Laver Arena di Melbourne, che a Miami non ha mai vinto (ha perso la bellezza di quattro finali, una proprio contro Roger).

Ma, primo di quest'altro capitolo del libro Federer-Nadal, occorre tornare indietro di ventiquattro ore. Dopo il netto successo di Nadal su Fognini, nell'altra semifinale Federer si è trovato di fronte Nick Kyrgios. Un match folle, deciso solo al tie-break del 3° set, concluso tra i fischi del pubblico perché l'australiano, in uno dei suoi tanti momenti di black-out, ha colpito violentemente e ripetutamente a terra la racchetta subito dopo aver perso l'incontro. Pizzicata dalle telecamere pure la moglie di Federer, Mirka, intenta a fischiare contro, lei non nuova a questo tipo di atteggiamenti verso un rivale (Wawrinka docet). Non solo fischi, però, ma una battaglia cruenta di tre ore e 11 minuti che il 35enne Roger potrebbe pagare alla lunga nel duello con Nadal, lui che va a caccia del primo successo sul cemento dal 2014. Ma davanti a questo Federer, che non sembra accusare la fatica, sarà ancora battaglia. Come sempre.