Nadal ko choc: «Ma questo Rosol chi è?» La Giorgi non si ferma e vola agli ottavi

Wimbledon ha salutato Rafa Nadal, eliminato incredibilmente al secondo turno dal ceco Lukas Rosol, numero 100 al mondo, che se non è un carneade gli somiglia molto. In passato questo ragazzone di 27 anni, li compirà il 24 luglio, aveva giocato per cinque volte il major londinese senza superare neanche un turno come gli era capitato anche in due dei tre slam ai quali aveva partecipato. Di lui il coach Slava Dosadel aveva detto: «È un tipo strano, capace di colpi inimmaginabili e di errori puerili. Gli manca continuità. Un peccato. Perché ha potenzialità straordinarie». L’altra sera, al Centre Court, dove non aveva mai messo piede, Rosol ha mostrato l’identità nascosta a tutti, compreso a se stesso, di grande tennista. Lo testimoniano i 22 aces, di cui 3 nell’ultimo game, e soprattutto i 65 vincenti, di gran lunga superiori ai 41 del maiorchino. Che numeri. E poi colpi da campione, dritto, rovescio, volée.
«Ma questo chi è?», ha chiesto Nadal al suo angolo alla fine del terzo set in cui s’è trovato in svantaggio. E quelli a rispondergli «cosa vuoi che ne sappiamo...». Di sicuro non si dimenticheranno più di lui dopo la vittoria sul numero 2 del ranking mondiale in 5 set per 6-7 6-4 6-4 2-6 6-4. E chi l’avrebbe mai detto? I bookmaker la pagavano addirittura a 33. Mai lo spagnolo si era fatto battere da un avversario così in basso in classifica e solo due volte in precedenza aveva lasciato un major prima del terzo turno. E tutto per mano di uno sconosciuto. Si era parlato diffusamente del ceco solo un anno fa al Roland Garros quando aveva superato il tedesco Meltzer, e sempre in 5 set. Poi il vuoto. Nel suo paniere appena 5 «challenger». Come tanti zingari della racchetta. Ma lui, a differenza di altri, ha fatto fuori Nadal e rivoltato come un calzino il canovaccio previsto dagli organizzatori di Wimbledon. E pensare che l’obiettivo era di non prendere un cappotto. Ora cosa può accadere? Intanto sarà curioso vedere all’opera Rosol nel terzo turno con il tedesco Kohlschreiber, giusto per capire se abbiamo sognato o meno. Il ko di Nadal apre poi una corsia preferenziale allo scozzese Murray che potrebbe essere il primo britannico in finale dopo l’exploit dell’inglese Austin che risale, pensate un po’, al 1938. Già diffuso il pensiero che l’annunciata semifinale fra Federer e Djokovic dall’altra parte del tabellone diventi la vera finale.
Quella che può continuare a sognare Camilla Giorgi nel torneo femminile: l’azzurra infatti si è qualificata per gli ottavi di finale battendo la russa Nadia Petrova in due set con il punteggio di 6-3, 7-6 (6), dopo un’ora e 36 minuti. Mai una tennista italiana aveva nell’era open raggiunto gli ottavi a Wimbledon partendo dalle qualificazioni. Adesso la Giorgi affronterà la numero tre del mondo, Agnieszka Radwanska.