Napoli in difesa del ranking. Con il Nizza è Italia-Francia

Sarri punta sul tridente dei piccoletti per sfatare il tabù dei preliminari. E conservare i 4 posti nella futura Champions

Sarà l'ultimo playoff di Champions di una squadra italiana prima della riforma. Con un incantesimo da sfatare: ben dieci volte in 17 anni un nostro club non ha superato lo scoglio di agosto e dal 2010 solo il Milan è riuscito ad approdare nella fase a gironi. Vittime dello spareggio ferragostano la Sampdoria, l'Udinese (due volte), la Lazio, la Roma e il Napoli, che ha pagato pegno tre anni fa quando fu eliminato dall'Athletic Bilbao e che stavolta non vuole perdere l'occasione di giocare sul palcoscenico europeo dei grandi.

La strada è tracciata: dal 2018 l'Uefa promuoverà ai gruppi quattro squadre per ciascuna delle prime 4 nazioni del ranking. Una rivoluzione costruita dall'asse Andrea Agnelli-Karl Heinz Rummenigge, con la collaborazione di Umberto Gandini (all'epoca direttore organizzativo Milan e ora ad della Roma), membri importanti dell'Eca, l'associazione europea dei club. Con l'imprendibile Spagna saldamente in testa, l'Italia (quarta) ha messo nel mirino l'Inghilterra, distante un punto e mezzo, e la Germania, avanti di tre. Ma deve comunque guardarsi indietro: la Francia è ancora lontana 14 punti, ma noi nella stagione 2019-20 non godremo più del risultato maturato nel 2015 (quel 19 frutto della finale di Champions della Juve e della semifinale di Europa League per Fiorentina e Napoli).

Occhio dunque alle squadre transalpine, con il Psg che sta costruendo una squadra monstre per prendersi la coppa dalle grandi orecchie. Oltre al Nizza, che sarà l'ostacolo del Napoli nella corsa al tesoretto da 40-50 milioni (16,5 immediati grazie al market pool, la quota fissa derivante dai diritti tv) che finiscono nella casse del club in caso di qualificazione alla fase a gironi.

E il club della Costa Azzurra, che ha in rosa Mario Balotelli (forse in panchina al San Paolo domani sera) e Wesley Snejider, fa riavvolgere il nastro dei ricordi partenopei. Proprio all'Allianz Riviera, la tana della truppa di Favre, il 2 agosto di due anni fa Maurizio Sarri battezzò il tridente dei piccoletti Callejon-Mertens-Insigne. Quell'attacco leggero e imprevedibile, varato nella prima amichevole internazionale del tecnico di Bagnoli, è diventato poi l'arma in più degli azzurri e domani sarà anche il grimaldello per penetrare una difesa non certo irresistibile. Cinque i gol e 4 gli assist in 571' per Mertens nell'ultima Champions, Insigne e Callejon sono invece ai primi due posti della speciale classifica nata dai dati Opta per numero di passaggi completati (2005 per «Lorenzinho», 1320 per l'ex Real, Messi ha fatto peggio di loro).

Il Nizza è più avanti dei partenopei nella preparazione, avendo già disputato un preliminare di Champions, nel quale ha eliminato l'Ajax, e due turni di campionato francese con altrettante sconfitte. Sarri, che terrà i suoi in ritiro a Castelvolturno (rituale poco praticato dall'allenatore) data l'importanza della gara, studia ogni dettaglio, dedicando particolare attenzione alle palle inattive, croce e delizia del Napoli nella scorsa stagione. Il tecnico si affiderà all'undici collaudato e provato nei test con Bournemouth ed Espanyol, con capitan Hamsik sempre all'inseguimento del record di gol in azzurro di Maradona (allo slovacco mancano due gol per l'aggancio).

San Paolo monocromatico, con 45.000 tifosi azzurri (niente tutto esaurito) e divieto per quelli del Nizza - lo stesso avverrà a parti invertite martedì 22 in Costa Azzurra -. Dirige il polacco Marciniak, quello dell'infausto preliminare di Champions del 2016 tra Roma e Porto. In casa Napoli si fanno già gli scongiuri...