Napoli e Roma in contromano. Fiducia Carletto, Di Fra a rischio

Ancelotti fuori ma sereno: «Vinciamo l'Europa League» Di Francesco agli ottavi con l'incubo di un esonero

Negli ultimi anni si sono scambiate spesso il ruolo di anti-Juve, oggi a inseguire i bianconeri - seppure a distanza - è rimasta solo una delle due. Più luci che ombre nella prima stagione a Napoli di Ancelotti, pure fuori dalla Coppa più prestigiosa ma a testa alta e in un girone di ferro; più dolori che gioie nella seconda a Roma di Di Francesco, che quanto meno si è garantita gli ottavi di Champions. Ma se alle pendici del Vesuvio si guarda al futuro con il sorriso, nella Capitale prevale quel pessimismo cosmico tipico di una piazza che vive a volte il calcio con schizofrenia, un pessimismo legato ai risultati e a un'identità di squadra che quest'anno faticano a vedersi.

A Napoli la squadra si lecca le ferite dell'eliminazione dal palcoscenico continentale più importante e prova a rilanciare. «La competizione ha detto che siamo forti e competitivi anche se è mancata la qualificazione agli ottavi, ora mi piacerebbe giocare la finale di Europa League, magari contro il Chelsea di Sarri», il messaggio dell'allenatore degli azzurri. I giocatori fanno muro contro le critiche piovute dopo il ko di Liverpool e hanno compattato il gruppo durante una cena giovedì sera nel centro di Napoli. L'anno scorso, in uno di questi appuntamenti fu siglato il patto scudetto, poi sfumato a Firenze. Quest'anno, con la Juve sempre inarrestabile, si prova a spostare l'obiettivo sull'Europa meno prestigiosa. Vinta nelle ultime due stagioni da Manchester United e Atletico Madrid. Il cammino riprenderà a metà febbraio, prima c'è ancora da pensare al campionato e alla difficile trasferta di Cagliari. «Credo che tutte le giornate siano un'opportunità per cercare di accorciare, ma lo stesso può dirsi per la voglia di allungare della Juve», ha sottolineato Ancelotti che oggi non avrà Mario Rui e proporrà Milik in attacco.

A Roma, sponda giallorossa, c'è un allenatore ormai a tempo che però non molla nonostante i risultati negativi («è normale che sia in discussione, ma non sono abituato a scappare», ha precisato ieri Di Francesco). La vittoria manca da oltre un mese e la gara delicata contro il Genoa «deve essere un nuovo inizio, una ripartenza». Tanto che nell'ennesima ultima chiamata per salvare il posto, il tecnico varerà una rivoluzione tattica e di uomini. La difesa a tre e Zaniolo falso nove o meglio centravanti di manovra (con la bocciatura forse definitiva di Schick) le mosse della disperazione per ottenere i tre punti e cambiare un destino che per molti è già segnato. Tanto che domani, nel vertice di Boston in cui il ds Monchi chiederà a Pallotta almeno 3 rinforzi a gennaio, potrebbe anche arrivare l'ok per l'esonero dell'allenatore. Oggi si rivedrà, almeno in panchina, Daniele De Rossi. Non si pensava che potesse mancare così tanto alla Roma...