Il Napoli fatica a rialzarsi: la rabbia di De Laurentiis e le scelte discusse di Sarri

Sarri sostiene di non credere nelle squadre camaleontiche ma intanto colleziona flop

Il day-after è sempre il più lungo e complicato da mandare giù. Troppo vicino alla delusione, troppo lontano dal riscatto. Il Napoli si lecca le ferite e se lo spogliatoio ancora non contempla la parola crisi, qualche concetto negativo viene finalmente a galla. Troppo brutta questa squadra per essere vera, troppo dissimile da quella di un mese fa, spettacolare, sbarazzina e solida.

Oggi parliamo di una formazione che viaggia alla media di oltre due gol subiti a partita, terza sconfitta consecutiva (mai successo nella gestione Sarri), sette punti distanti dalla vetta di un campionato che pare scivolare via, una Champions che poteva essere blindata e che invece torna in discussione.

Il day-after racconta di un Pepe Reina a passeggio per le viuzze di San Gregorio, pastore tra i pastori, immortalato da una statuina, lui che proprio immobile non deve mai stare. Ha sbagliato partita, lo ha ammesso e gli va riconosciuta l'onestà intellettuale ma i flop cominciano ad essere troppi. E preoccupanti. Come le lacrime di Insigne, fischiato e ancora deludente. E i pugni di Jorginho sbattuti contro la panchina: per Sarri è vittima dell'involuzione della squadra. I report dicono che il brasiliano corre a vuoto, è lento e regala assist d'oro agli avversari.

C'è il solito giochino dei procuratori, che parlano e non parlano. Quello di Hysaj contesta il calo mentale del proprio assistito, chi gestisce Gabbiadini ne invoca un maggiore utilizzo, per non parlare di chi è in panchina e non se ne fa una ragione (Giaccherini).

E poi ci sono loro. De Laurentiis e Sarri. Buttano le frasi lì, ciascuno le interpreti come vuole. Uno strano gioco delle parti che alimenta il fuoco sacro della passione azzurra ma che di questi tempi aiuta poco. Il presidente si è fatto sentire negli spogliatoi dopo la figuraccia di Champions, l'allenatore chiede ai giocatori più scioltezza mentale. Il patròn vorrebbe vedere gratificati gli sforzi fatti sul mercato, il tecnico dice che i tempi non sono maturi e li tiene tutti a scaldare la panca.

Tra i muri di Castelvolturno si insinua allora il dubbio che prima pareva soltanto una diceria popolare o giornalistica: vuoi vedere che si paga il monoteismo tattico del toscano? Tutti cambiano atteggiamento contro il Napoli e vincono. Sarri sostiene di non credere nelle squadre camaleontiche ma intanto colleziona flop. È a rischio? Pare di no purchè ricomponga il giocattolo in fretta. Crotone, domenica, non è l'ultima spiaggia. La barca azzurra però imbarca acqua.