Napoli, dopo l'impresa europea teme il "trappolone" a Cagliari

Contro le piccole Sarri fatica e ora non vuole cali di tensione

Dopo l'inizio boom, c'è una data cerchiata in rosso nell'avvio di stagione del Napoli. La trasferta di Bergamo, immediatamente successiva al partitone del San Paolo contro il Benfica. Quattro gol ai portoghesi, settanta minuti di grande spettacolo e nel frattempo un primo posto in classifica in campionato in cerca di conferma. In teoria agevole, nella pratica fu un disastro.

Quel Napoli, che di lì a poco avrebbe perso Milik, cominciò lentamente a sgonfiarsi. E a perdere punti contro le piccole. Era già accaduto a Pescara, poi con il Genoa, ancora i tre punti lasciati all'Atalanta che iniziava invece il suo percorso straordinario. I due punti regalati alla Lazio al San Paolo, insomma un filotto negativo causa dell'attuale distacco dalla vetta. Oggi c'è la trasferta di Cagliari, guarda caso all'indomani di un'altra sontuosa vittoria sul Benfica, che lascia credere in una forma ritrovata e in una crisi forse alle spalle. Per dare un senso e un'interpretazione al match del Sant'Elia bastano le parole di Sarri pronunciate negli spogliatoi di Lisbona: «Aspettiamo Cagliari per vedere se il Napoli è una grande squadra».

Una questione mentale, dunque. Non di condizione atletica, perché Hamsik e compagni non hanno mai smesso di correre. Il limite è segnato dagli errori individuali, dalla scarsa concentrazione proprio nei momenti in cui bisognerebbe innalzare il livello di guardia: in passato contro Pescara, Genoa e Atalanta, oggi con il Cagliari. Ecco il confine da attraversare, che in apparenza sembra tenue: essere grandi pure con le piccole.

Sull'aspetto psicologico, più che sulle gambe, ha lavorato mister Sarri per inculcare nella capoccia di Hamsik e compagni che forse il miracolo sarebbe possibile, avendo a disposizione più di in un intero girone per recuperare terreno sulla Juventus. Lisbona ha confermato che a livello di gioco il Napoli non è secondo a nessuno in Italia ma non basta: bisogna metterci vicino continuità di prestazioni e di risultato. Per questo, miglior undici possibile: Gabbiadini in attacco con Mertens pronto a spaccare la partita dalla panchina, Zielinski più di Allan a centrocampo, a centrocampo solito ballottaggio Diawara-Jorginho. La testa però farà la differenza.