«Dal Napoli a Llorente scoprirete la Spagna Ma il migliore è Pepito»

MoenaBorja Valero è dentro ad un brutto periodo. Ha perso la madre da poche settimane («Ringrazio la Fiorentina, è la mia seconda famiglia») e pensa all'immane tragedia ferroviaria di Santiago («Per la Spagna è un momento terribile»), ma accetta di parlare di calcio: «Mi incuriosisce il Napoli, è molto spagnolo». Lancia Llorente: «E' cresciuto con me al Real, è fortissimo...». E applaude al calcio italiano: «E' dura lottare con chi ha più soldi, ma ha spedito un bel segnale portando in serie A campioni come Gomez, Tevez e Higuain».
Lei ha contribuito a sdoganare gli spagnoli in Italia, ne sono arrivati tanti. Dopo l'immenso Luisito Suarez, gli iberici più o meno famosi da noi avevano sempre fallito. Che è successo?
«Siamo cambiati molto noi e un po' pure gli italiani. La colonia dei miei connazionali è aumentata: anch'io sono molto curioso di seguire questo Napoli spagnolo, naturalmente sperando che stia sotto di noi».
I bianconeri oltre a Tevez, hanno preso Llorente. Gran colpo?
«Siamo stati insieme nel settore giovanile del Real. E' fortissimo, purtroppo aiuterà la Juventus...».
La Fiorentina dopo la Juve è la squadra più attrezzata?
«Bisogna stare calmi, noi uomo contro uomo potremmo essere anche più forti, ma non è così che si ragiona. Le squadre, infatti, non si valutano solo per i nomi: altrimenti noi l'anno scorso saremmo dovuti arrivare dietro a molti club. Ripetersi è sempre duro, ma ci proveremo».
Juventus e Napoli si sono rinforzate in chiave Champions, ma Real, Barça, Bayern e Dortmund hanno speso il doppio. E' una guerra di risorse?
«E' molto difficile lottare con chi ha più soldi, però il calcio italiano riportando in Italia il mio amico Rossi, prendendo Mario Gomez, Tevez, Higuain e Llorrente ha lanciato un bel segnale di controtendenza».
A proposito, Pepito come sta?
«Sta tornando quello di Villarreal, lui è il migliore».
La Fiorentina vive un clima da zucchero filato, l'unica criticità è il rinnovo di Ljajic. Che ne pensa?
«Posso solo dire che è un grande talento, anche se deve migliorare. Se riesce ad acquistare la giusta dose di fiducia diventa fortissimo».
Tra i viola ci sono volti nuovi: chi sceglie?
«Ci daranno una grande mano, ne scelgo uno come esempio: Ambrosini. Ha vinto tutto in carriera, ma è lì in prima fila ad aiutare i giovani».
La Fiorentina è diventata un modello, adesso in tanti vorrebbero venire a Firenze...
«Quando sono arrivato io, la società mi ha proposto un progetto a lunga scadenza, ci stiamo misurando su questo percorso. Vogliono venire tutti perché qui c'è uno stile».
In cosa dovete migliorare?
«Nel rendimento in trasferta, dobbiamo essere più compatti perché nella stagione passata abbiamo perso punti fuori casa».
E lei, invece, per essere ancora più bravo che dovrà fare?
«Risposta facile... Segnare più gol, lo so... La verità è che alla fine mi piace troppo aiutare la squadra».
La rivolevano in Spagna, si è parlato anche del Barcellona: è stato tentato?
«Io sto benissimo a Firenze, la gente mi vuole un gran bene e per me questo è fondamentale. Poi in futuro vedremo. Forse quella passata è stata la miglior stagione della mia carriera».
Coppie d'attacco: Gomez-Rossi è la prima?
«Mi pare che ci siano diverse formazioni con punte molto brave. Non posso che augurarmi che la nostra in fondo al campionato sia la più prolifica».