Napoli da record Ecco il settebello

Higuain e Callejon firmano la 7ª vittoria consecutiva Fischi razzisti a Koulibaly, match fermato. Rischio squalifica

La serata per pochi intimi dell'Olimpico - appena 18.000 sugli spalti, tra questi anche il ct Conte - regala un altro primato al Napoli, che da ieri può essere già accostato al gruppo di Maradona del 1987-88: sette vittorie di fila, Maurizio Sarri come Ottavio Bianchi che però non arrivò al titolo. Ma alle solite certezze di una squadra che infila tanti successi in sequenza e segna con frequenza impressionante (già 52 le reti del Napoli, di cui 24 solo nella striscia vincente) si aggiunge la sensazione chiara che la truppa azzurra potrà arrivare all'appuntamento clou dello Stadium del 13 febbraio con l'attuale vantaggio di due punti.A Roma non si abbatte il ciclone azzurro ammirato contro Empoli, Frosinone e Samp o nella partita di andata. Bastano infatti una partita ordinata, il solito timbro di Higuain (incubo biancoceleste, 12 gol segnati in 9 sfide con la maglia del Napoli) e quello di Callejon terza rete di fila realizzati in 26 minuti. La Lazio più che rimaneggiata sembra in confusione mentale, con difficoltà a fare gioco e senza punti di riferimento, soprattutto davanti dove Klose allunga la serie di gare con 0 gol segnati, e si rende pericolosa (si fa per dire) quando il Napoli abbassa i ritmi e toglie dal campo la magnifica coppia Higuain-Insigne.La sfida ha rischiato di finire in anticipo, per colpa dei cori razzisti della curva Nord (svuotata degli ultras) contro il difensore Koulibaly. L'arbitro Irrati ha sospeso il match per tre minuti, lo speaker ha annunciato possibili sanzioni, la Lazio rischia la squalifica del settore del tifo o quella del campo. Il canovaccio della partita è chiaro sin dalle prime battute: una Lazio con tanti assenti e un undici pressocchè obbligato si schiera molto corta per evitare la manovra ragionata del Napoli; gli azzurri che di fronte al muro eretto dagli avversari, devono provare con accelerazioni improvvise e lanci lunghi. Alla squadra di Pioli il tentativo di «congelare» la partita dura un quarto d'ora. Poi, quando si accendono i corridori di Sarri, sono dolori. L'Higuain attuale difficilmente non fa gol (fortunoso il rimpallo del vantaggio, 23° gol personale del Pipita), le sgroppate dello stakanovista Callejon, finora sempre utilizzato dal tecnico del Napoli, sono micidiali quanto il pallonetto con il quale supera Marchetti. Così anche nella serata trappola in cui Sarri è costretto a rinunciare a due elementi chiave come Hysaj e Allan e concede un turno di riposo a Ghoulam, il Napoli non ne risente. Maggio si rivede dopo 4 mesi, ma non fatica a contenere prima un apatico Anderson, poi un vivace Keita; David Lopez, finora in campo solo 4 volte, non ha difficoltà contro gli statici centrocampisti laziali; Strinic sulla fascia sinistra non corre rischi. Il Napoli conduce in porto senza difficoltà la settima partita di fila, entrando nella storia. Nell'ottica sarriana di un passo alla volta, per ora va bene così.

Commenti

giovauriem

Gio, 04/02/2016 - 09:20

egregio marcello di dio , nel campionato 87/88 ottavio bianchi no raggiuse lo scudetto , per che un'altra squadra l'aveva acquistato preventivamente , indovini chi ?

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gzorzi

Gio, 04/02/2016 - 13:39

giovauriem: dalle sue parti "l'itagliano",Anche quest'anno lo scudetto è già stato acquistato, quindi non si faccia illusioni.

giovauriem

Gio, 04/02/2016 - 14:00

gorzi ,mi può chiarire cosa significa "dalle sue parti e l'itagliano" ?