Napoli show e Mertens fa poker come Savoldi

Marcello Di Dio

Meno centimetri, più fantasia. E ora non chiamatelo più falso nove. Dries Mertens è passato in pochi mesi da esterno in ballottaggio con Insigne, con la nomea del giocatore che spaccava le partite entrando dalla panchina, a centrale adattato dell'attacco dopo il «ratto» di Higuain, l'infortunio di Milik e il flop di Gabbiadini.

Ieri la consacrazione, in una gara da ottovolante nonostante l'inizio monstre di Dries al cospetto di uno dei bomber del campionato, quel Belotti dal fisico possente e quindi agli antipodi del belga. Tre gol in nove minuti (quarta tripletta più veloce del nostro campionato) al Toro, diventati quattro con una giocata alla Diego Maradona, da molti addetti ai lavori già definito il più bel gol del campionato, che ha fatto spellare le mani al pubblico del San Paolo e ai compagni di squadra. (...)