Nella telenovela Milan spunta un'altra cordata

Mendes, l'agente di Mou e CR7, vuole inserirsi con altri cinesi. Fininvest smentisce, ma è caos

È il rischio delle trattative che durano un'eternità: prima o poi qualche spavaldo concorrente può farsi avanti e procurare fastidi non da poco. Dopo una timida comparsata di mister Bee Taechaubol, lo scenario si è ripetuto in questi giorni intorno al negoziato che da mesi Fininvest e il fondo cinese guidato da Sonny Wu e rappresentato da Sal Galatioto stanno faticosamente portando avanti per la cessione del Milan tra rinvii continui della firma del preliminare e cambi delle condizioni contrattuali (dal 70% al 100% delle azioni). Ne è diventata una plastica dimostrazione il polverone sollevato dalle indiscrezioni di Gazzetta e Telelombardia relative all'irruzione di un nuovo gruppo cinese, Fosun, guidato da Guo Guangchang, e rappresentato nell'occasione da un noto agente portoghese, Jorge Mendes, per intendersi il procuratore di Mourinho e Cristiano Ronaldo tra gli altri. Le fonti ufficiali, qui intese come Fininvest, hanno stroncato la notizia sostenendo che non c'è stata nessuna proposta presentata e di conseguenza nessuna trattativa è mai stata allacciata. Di sicuro Mendes è da qualche tempo attivo intorno alle sorti del Milan e fu già promotore, nei mesi passati, di una sortita per proporre la candidatura di Peter Lim che offrì una cifra molto bassa (300 milioni) e venne perciò respinta al mittente. Non è escluso che l'agente portoghese riesca, nei prossimi giorni, a raggiungere la Sardegna per chiedere e ottenere udienza direttamente dal presidente Silvio Berlusconi che dovrebbe trascorrere a villa Certosa un periodo di sano riposo.

Le voci recenti di un possibile, smentito dalle parti, naufragio del negoziato hanno ridato energia all'azione di Mendes che avrebbe trovato questa volta un alleato di grande affidabilità e già impegnato nel calcio inglese (ha acquistato di recente il Wolverhampton). È altrettanto scontato che questo episodio debba far suonare l'allarme tra gli advisor del fondo cinese che hanno paralizzato l'attività del club rossonero. E l'aspetto più grave è quello relativo al calciomercato senza dimenticare lo stop ricevuto dal marketing. Adriano Galliani ha dovuto rinunciare di recente a due trattative: la prima relativa al difensore centrale Musacchio (il Villarreal ha chiesto 30 milioni) e la seconda riferita al centrocampista ex Empoli Zielinski dirottato a Napoli per una cifra vicina ai 20 milioni. Dei 50 milioni necessari per concludere le operazioni l'attuale ad rossonero non può disporre. E di sicuro la condizione non cambierà con la firma del preliminare che prevede un versamento di appena 15 milioni seguiti poi dai successivi 85. Per dotare Montella di un centrale difensivo, Galliani ha di fatto concluso l'ingaggio (per 8 milioni) del paraguayano di 23 anni Gustavo Gomez, titolare del Lanus che ha vinto lo scudetto in Argentina e della sua nazionale mentre è in attesa di discutere con il Chelsea per l'eventuale prestito di Caudrado. Alla fine perciò, come si può capire, i veri danneggiati da questo ritardo risultano il Milan di Montella e i suoi tifosi, storditi dalla girandola di notizie e di smentite che hanno reso incerto e indecifrabile il futuro.