Nessuna crisi: ecco la Coppa più ricca di sempre

Montepremi da 440 milioni. La sola finale vale molto più di un intero bilancio annuale di molti Paesi

La Coppa del Brasile 2014 che inizia oggi è la più ricca di tutti i tempi. Bruciato il record del Sud Africa 2010: i premi che la Fifa mette in palio ammontano a 440 milioni di euro, il 34% in più dei 330 milioni messi insieme quattro anni fa. Ma i premi per le 32 federazioni qualificate in Brasile sono stati ripartiti per arricchire soprattutto le semifinaliste: fino ai quarti sono rimasti gli stessi del 2010. Mentre sono aumentati solo quelli delle prime quattro.

La sola finale vale quest'anno molto più di un intero bilancio annuale di molti Paesi: 45 milioni di euro. Di questi, il campione ne porterà a casa 26,5, quattro in più di quanto incassò la Spagna campione del Mondo e addirittura 8,5 in più di quanto è stato assegnato all'italia dopo Berlino 2006 (18 milioni). La finalista sconfitta si dovrà accontentare di 18,5 milioni, 2,5 in più dell'Olanda nel 2010. Oltre alla Coppa, quindi, il 13 luglio al Maracanà si giocheranno anche otto milioni di euro, in più o in meno. E così sarà per ogni partita, fin dall'inizio. Nessuno comunque rimarrà a bocca asciutta: alle 16 eliminate al primo turno spetteranno 6 milioni di euro ciascuna. Il passaggio agli ottavi vale 6,8 milioni, quello ai quarti 10,6. Chi arriva in semifinale e perde, è costretto a giocarsi l'odiosa finalina terzo-quarto posto. Ma che con il passare degli anni è sempre meno odiosa: tra chi la vince e chi la perde ballano quasi 1,8 milioni: 16,7 per il terzo classificato contro i 15 di chi arriva quarto.

D'altra parte la Fifa è una potenza con un fatturato degno di un piccolo Paese sovrano del pianeta: la rivista Forbes lo ha stimato in 4 miliardi di dollari, di cui quasi la metà di utili. Una cifra a cui si arriva essenzialmente dagli incassi per i diritti tv (1,7 miliardi) e per il marketing e sponsorizzazioni (1,3 miliardi). E ciononostante, l'impatto sulle federazioni che giocano il Mondiale resta inferiore a quello della manifestazione principe del calcio europeo: la Champions League che, ogni anno, ridistribuisce ai 32 club della fase finale (come le nazionali di un mondiale) quasi 550 milioni. Di cui 8,6 a chi viene eliminato al turno a gironi e ben 35 al vincitore, contro i 26,5 della nazionale campione del mondo. Ecco, forse, perché un presidente Fifa come Sepp Blatter non può restare al suo posto se la Uefa non lo vuole più.