"Nessuno se l'aspettava". E ora Conte vuole una "macchia azzurra"

Ibra punge Chiellini: "Non è successo nulla, altrimenti l'avrei mandato all'ospedale"

Ha esorcizzato lo spauracchio. Senza finire all'ospedale. Il capolavoro di Giorgio Chiellini, la risposta a Zlatan Ibrahimovic che a fine partita dirà scherzando ma non troppo che se fosse successo qualcosa, per l'azzurro sarebbero stati dolori. Detto da uno che a Buffon ha segnato solo nel 2004, il famoso tacco che poi portò al biscotto scandinavo. Stavolta Ibra non ci potrà fregare, né tacchi né partite farsa. Gli resta la spavalderia e la sua verità: «Con l'Italia non puoi distrarti». Zlatan ha provato ha spaventare il gorilla quando dopo pochi minuti l'ha travolto in area alzando anche il gomito.

L'«animale» azzurro, come l'ha chiamato Ekdal (ieri a fine gara le scuse), non si è scomposto. Si è messo addosso a Zlatan che a un certo punto ha guardato l'arbitro e gli ha detto: «Mi ha fatto quattro falli di fila...». Chiellini l'ha lasciato parlare, non si è innervosito. In area nel corpo a corpo non gli ha lasciato scampo: zero tiri. E l'ha perso di vista solo quando Ibra era finito in fuorigioco per sbagliare un gol clamoroso. Chiellini parla di duello ruvido con il giocatore «più completo, tra i più forti al mondo. Siamo stati bravi tutti a limitarlo». E poi: «Senza Ronaldo e Messi avrebbe vinto molti palloni d'oro...». Un complimento per modo di dire. Ibra invece riassume l'incrocio: «Non è successo nulla di grave, altrimenti l'avrei mandato all'ospedale». Stavolta non è nemmeno riuscito a raggiungerlo dopo la partita per prenderlo per la testa da «cane disobbediente» come raccontò di una volta nella sua autobiografia.

Da «animale» a «cane», ma il Gorilla agli svedesi non lascia nemmeno il biscotto. Poi il dottor Chiello sale in cattedra: «Sono contento che Eder si sia preso questo momento di gloria. Tanti italiani fanno un po' fatica ad accettare questi oriundi. Vale anche per Thiago Motta. Ho sentito cose brutte ma loro danno sempre il massimo e meritano il rispetto». Poi l'ammissione per quel «biscottino» per l'ammonizione uscito senza buco. Tra lui e Bonucci alla fine il giallo l'ha preso Buffon: «Era meglio azzerare...», dice il Chiello, che per Zaza è quello brave a fare «gli assist con le mani». Come nell'azione del gol.

È l'Europeo delle risposte. Da Chiellini a quelle di Antonio Conte: Giaccherini ed Eder. Le scelte più criticate hanno firmato la qualificazione agli ottavi. Il ct non toglie l'elmetto, anzi si esalta nella battaglia e si toglie i sassolini: «Intanto iniziamo a chiederci chi si aspettava che l'Italia sarebbe passata agli ottavi. È già una prima risposta che abbiamo dato». Non fissa l'obiettivo: «Stiamo vivendo un sogno, siamo bravi anche a soffrire. Dobbiamo arrivare dove meritiamo, senza se e senza ma». Ammette che c'è da migliorare, ma fiuta il momento Conte e chiama a raccolta il popolo: «Vestitevi di azzurro. C'erano novemila tifosi ma si vedevano solo i colori svedesi. Voglio che tutti i tifosi si sentano responsabili e coinvolti per quello che accadrà». Finora l'azzurro si è mischiato, niente a che vedere con il muro bianco dell'Inghilterra o quello rosso della Spagna. Conte auspica una «macchia blu» già contro quella verde dell'Irlanda perché «abbiamo fame».

Il ct ha una risposta per tutto. Libera l'Italia dalle sue paure: «Qualcuno si portava dietro qualche scheletro dal passato, nel primo tempo c'era un po' d'ansia». Quarantacinque minuti dopo i quali «il Ct ci ha detto che abbiamo sbagliato tutto», rivela Giaccherini, anche più crudo nel dire: «Abbiamo dimostrato di avere i coglioni...». Conte li ha avuti nelle scelte con quell'Eder che «la critica aveva disintegrato...». Finora il ct non ha sbagliato un colpo.