Niño o Cr7: a San Siro rivincita o tabù

Torres per dimenticare la parentesi Milan. Cristiano Ronaldo al Meazza non ha mai segnato

A Sergio Ramos hanno chiesto chi toglierebbe all'Atletico di Madrid per la sfida di questa sera. Domanda che mette malinconia ma la risposta è stata sorprendente: «Antoine Griezmann, toglierei quel piccolo diavolo dal campo».

Scusi, non El Nino?

Domanda inevasa, ha detto Griezmann.

Cambio, domanda a Zinedine Zidane: come sta Ronaldo?

«Lui sta sempre così e così, convive sempre con qualche piccolo acciacco, qualche problema. Ma queste sono partite dove si gioca e basta».

Sicuri che le due star saranno proprio Cr7 e Fernando Torres?

E James Rodriguez, 80 milioni di euro? Tumulato da mesi?

El Niño ha segnato al Nou Camp l'1-0 in semifinale, onestamente un bel colpo ma la difesa del Barça non era sembrata irreprensibile. Un paio di minuti ancora e El Nino si è visto sventolare il rosso per doppio fallo, Atletico in dieci, partita persa. Una cosa bella e un'altra brutta. Profilo tagliente, capelli scolpiti, non un sorriso, era il più cercato del gruppo, a volte ci si chiede se le fortune di un calciatore dipendano più dal suo fascino o dalla sua abilità palla al piede. Qui al Milan non ha lasciato un ricordo indelebile. Oppure sì, dipende se a rispondere è una fan.

Sfidare Cristiano Ronaldo sul suo terreno non è il massimo, tirato a lucido anche quando sta male, lui completamente scolpito, idolo e icona di se stesso, si venera, ha già fatto sapere che intende giocare almeno fino a quando avrà quarant'anni. E non è detto che sarà di parola. È uno che quando ha chiesto un utero in affitto per avere un figlio c'è stata la fila. Ha detto anche che senza di lui il Madrid non riuscirebbe mai a vincere niente. Dice: sono il migliore. E gli altri lasciano fare. Chissenefrega, lasciamoglielo credere. Ma dopo Messi o assieme a Messi c'è lui, per ora è a 51 gol in 47 partite in stagione, più gol di partite giocate, un classico, se vince questa Champions prende il terzo pallone d'Oro, sicuro. Movimenti da automa, controllo di palla straordinario in velocità, quella strana rincorsa prima di calciare le punizioni che ormai è stantia ma funziona ancora, ha ragione, senza di lui la squadra è un'altra cosa, 364 gol in sette stagioni al Madrid in 347 partite. Una media fuori media.

Però El Niño mica sta lì a guardarlo. Dei due l'unico che abbia già segnato a San Siro è lui, e che gol. Giocava nel Liverpool, a fine gara Mancini scende in conferenza e dichiara che nella prossima stagione non sarà più lui il tecnico dell'Inter, quell'1-0 lo ribalta. E il gol è di Torres. Finchè dura è lui davanti nella classifica delle fans, meno gol, più ganze: «Il tuo sorriso è il più grande ringraziamento che il cielo mi ha mandato», gli ha scritto una ragazza ai tempi di Milano. Adesso è qui, ma stasera si gioca a calcio.

CDC