Nibali lancia la giovane Italia: «Mondiale per tre»

È da gennaio che sta correndo come un matto, alla faccia della programmazione e degli appuntamenti mirati. Il programma di Vincenzo Nibali è sempre molto semplice: correre per fare bella figura. Per essere sempre lì, in testa al gruppo a giocarsela fino alla fine. Non è un modo di dire, ma è un modo di fare: lui è un corridore all'antica, che corre tutto l'anno e nell'arco di un'intera stagione raccoglie risultati su ogni terreno e ad ogni latitudine. Giro dell'Argentina, poi Qatar, vittoria alla Tirreno-Adriatico, terzo posto alla Sanremo, secondo alla Liegi, terzo al Tour de France e ora ha nel mirino il mondiale, che si correrà domenica in Olanda, sul circuito di Valkenburg, pur sapendo che non sarà facile.
«Sto bene, anche se la stagione per me è stata lunga e logorante - spiega il siciliano -. Sto però bene e ho voglia di essere ancora protagonista, sia domenica che al Lombardia (il 29 settembre, ndr). Domenica scorsa ho corso la cronosquadre per club e ho avuto buone sensazioni (quarta la sua Liquigas). La gara di domenica non sarà di facile lettura, anche perché il fatto che il traguardo non sia in cima al Cauberg, dove generalmente termina l'Amstel Gold Race, ma quasi due chilometri dopo, può cambiare molte cose. In ogni caso la cronosquadre mi ha dato delle risposte molto chiare e confortanti: io sono pronto».
Una squadra azzurra giovane, che però non si sente fuori dai giochi...
«È una squadra giovane a anche d'attacco. Non siamo certamente i favoriti. La Spagna e il Belgio saranno sicuramente i punti di riferimento, come l'Olanda, che gioca in casa, e sicuramente condizioneranno la corsa. Per una volta non saremo la Squadra con la "s" maiuscola, ma speriamo di guadagnarcela sul campo, per averla nel dopocorsa. Squadra giovane, con Moreno Moser e Diego Ulissi, uno ha 21 anni, l'altro 23: due ragazzi molto interessanti, sui quali il ciclismo italiano potrà contare per il futuro. Poi due uomini di esperienza come Luca Paolini e Rinaldo Nocentini. Poi vedremo le scelte finali che farà il ct Bettini (Capecchi e Nizzolo sono avviati alla panchina, ndr), ma con Cataldo, Gatto, Marcato e Trentin possiamo fare molto bene».
Chi saranno gli uomini da battere?
«Gli spagnoli hanno Valverde, Joaquin Rodriguez, Contador, Freire, Samuel Sanchez: è una vera corazzata. I belgi con Gilbert e Boonen non scherzano assolutamente. Gli olandesi sperano in Gesink e Mollema. Poi ci sono Gerrans e Peter Sagan. Tutto però dipenderà dalle condizioni meteo: se ci sarà brutto tempo, su un percorso del genere potrà esserci un massacro. Con il bel tempo, invece, sarà difficile fare selezione e penso che si potrà arrivare ad uno sprint ristretto, con i Sagan, i Freire, i Boonen a farla da padrone».
E Nibali?
«Io cercherò di sfruttare come sempre le opportunità che mi si offriranno. Lo sapete, io per vincere devo necessariamente arrivare da solo, altrimenti è dura allo sprint. Però non si può mai sapere. E poi farò di tutto per portare a casa il massimo risultato, ma non dimentichiamoci che siamo soprattutto una squadra. Quindi anche il sottoscritto si metterà a disposizione della causa azzurra e farà di tutto per mettere qualche nostro compagno di squadra nelle condizioni di andare a rete. Ripeto: Diego Ulissi e Moreno Moser sono due giovani interessantissimi. Entrambi hanno un buono spunto veloce, Moreno dispone anche di un'ottima sparata nel finale. Insomma, non saremo i favoriti, ma siamo anche gente di sport e ognuno di noi sa che un conto è la logica e un'altra è la corsa. Guardate come è andata a finire la prova olimpica di Londra: tutti convinti di assistere ad un monologo inglese, con Cavendish chiamato a recitare la parte del predestinato. Invece ha vinto contro ogni pronostico Vinokourov. Ogni gara è una storia a se, e noi siamo pronti a scrivere una nostra storia. E vedrete, sarà meglio di quello che pensate».