«Tra noi c’è rapporto di stima, quando verrà sarà gradito»

Cracovia. Sembra di rivedere quell'intreccio gustoso tra Sandro Pertini e Dino Zoff, il presidente della Repubblica che fece da mascotte all'Italia di Bearzot campione del mondo nell'estate di fuoco dell'82 e la quercia friulana, portiere paratutto della Nazionale d'altri tempi, 30 anni fa giusti. Loro due giocarono anche a scopa d'assi sull'aereo presidenziale al ritorno dal trionfo di Madrid, qui per ora, i due rispettivi successori si scambiano frasi colme di zucchero filato e anche di affetto.
Giorgio Napolitano, in visita a Danzica, per la sfida inaugurale dell'europeo con la Spagna, non fece mancare sostegno e considerazione al capitano azzurro. «Uno dei discorsi più belli ascoltati al Quirinale è quello fatto da questo signore», disse rivolto alla squadra schierata dopo l'1-1 salutato come una sorta di successo. Buffon aveva bisogno di quel gentilissimo assist: era appena uscito da una bufera mediatica, investito dalla polemica per una frase spesa a favore di Antonio Conte, l'allenatore della Juve, «meglio due feriti che un morto» e dalla minaccia di una convocazione punitiva dinanzi al pm di Cremona Di Martino. Napolitano, senza mai citare la questione, volle mettere Buffon al riparo dell'ombrello presidenziale.
Tra i due, i microfoni negli spogliatoi, registrarono un simpatico siparietto. Il presidente riferì del colloquio col principe di Spagna Felipe all'intervallo: «Mi ha proposto di firmare per il pareggio, gli ho detto di no…». Gigi fu svelto nel rispondere: «Meno male, Presidente, altrimenti scoppiava un casino…».
Adesso i ruoli sembrano rovesciati. Buffon e gli azzurri viaggiano verso il quarto di finale con l'Inghilterra riscuotendo parte del credito smarrito per strada, mentre il presidente Napolitano si ritrova al centro di un caso politico clamoroso, la materia è delicatissima, la trattativa mafia-Stato e le pressioni dell'ex ministro Mancino sul consigliere giuridico del Quirinale. «Diciamo grazie al primo cittadino d'Italia, che è anche il nostro primo tifoso, per le parole di stima e di fiducia avute sul nostro conto. Si è accorto della passione e dell’amore con cui noi giochiamo, e questo è un bel segnale», l'incipit del portierone azzurro riferito al discorso di ieri mattina del Presidente della Repubblica alla consegna del tricolore all’alfiere azzurro alle Olimpiadi, Valentina Vezzali. A Kiev, come si sa, ci sarà invece il deserto dei rappresentanti del governo italiano, per questioni politiche. «Tra noi e Napolitano si è creato non dico un feeling ma un rapporto di stima reciproca, da noi sarà sempre un ospite gradito tutte le volte che vorrà», la chiusura di Buffon diventato nell'occasione il portavoce di tutto il club Italia. Manca solo una partita a scopa d'assi con Prandelli e Cassano (allora gli altri due erano Causio e Bearzot) e un ritorno a Roma con l'aereo presidenziale…