"Noi e loro... inesperti ed entusiasti"

Klopp non ha dubbi: "Entrambi non siamo abituati. E lo si vedrà in campo"

Liverpool Sorridente, esuberante, spiritoso. Se teso, Jurgen Klopp è stato abile a nasconderlo davanti ai taccuini. Una conferenza stampa trasformata in show. Alla vigilia della sfida di Anfield, il tecnico del Liverpool abbonda in elogi per i suoi prossimi avversari. Orgoglioso di essere tra i protagonisti della semifinale meno nobile e attesa. Ma non per questo illegittima. «Perché il calcio è così, sia noi che la Roma abbiamo fatto qualcosa di fantastico. E meritiamo di essere qui», ha tagliato corto il tecnico del Liverpool. Che torna in semifinale di Champions per la seconda volta (la prima nel 2013, sulla panchina del Borussia Dortmund). Il traguardo più alto dal suo arrivo ad Anfield, ormai tre anni fa («ma conterà poco se non andiamo in finale»). Se il Liverpool, ancora imbattuto in questa Champions, rappresenta la sorpresa, la Roma si presenta in Inghilterra da outsider (almeno secondo gli allibratori locali). Un giudizio che Klopp non condivide. «Guardo spesso il calcio italiano, conosco (Edin) Dzeko dalla Germania, mi piace molto. Sono stato sorpreso della rimonta contro il Barcellona, ma il fatto che sia stato possibile è fantastico. Hanno una rosa molto forte, con tanti giocatori di qualità con la mentalità vincente. Chi toglierei alla Roma? Questo non lo dico». Come preferisce non sbilanciarsi su un suo possibile futuro in Italia. «Non converrebbe ad un club di Serie A ingaggiarmi perché in italiano so solo ordinare un piatto di spaghetti. E comunque per i prossimi quattro anni non ho intenzione di muovermi da qui». Dove, stagione dopo stagione, sta rilanciando le ambizioni del Liverpool, fermo a cinque trionfi internazionali dalla finale di Istanbul (2005). «Per loro, come per noi, è un'occasione fantastica. Né noi né loro siamo abituati a giocare una semifinale di Champions. E sono sicuro che lo si noterà anche in campo, dall'entusiasmo che trasmetteranno i giocatori. Anche per questo sarà una bella partita». Facile quanto incerta. «Ammiro molto questa Roma, hanno perso giocatori importanti, come Salah ed Emerson, eppure sono arrivati fin qui». A proposito dell'egiziano, le sue 41 reti stagionali gli hanno assicurato il titolo di miglior giocatore della Premier League. Ma questa sera, contro i suoi ex compagni, spera di trovare la decima rete in Europa. «Deve ricordarsi che la stagione non è ancora finita. È grazie anche alla Roma se Mohamed è diventato il giocatore di oggi. Giocherà da professionista, anche perché sappiamo tutti che i difensori italiani non sono molto amichevoli: si accorgerà subito che non sono più i suoi compagni». Il Liverpool come la Roma, più di una similitudine. «In campionato siamo entrambe staccate. E come Di Francesco ho avuto un percorso simile, iniziando in piccole squadre per poi avere piano piano più successo. Non so se il nostro stile di gioco sia molto simile. Ma entrambi vogliamo far giocare alla nostra squadra un ottimo calcio».